Fecondazione eterologa: cos’è, costi e come funziona

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    Fecondazione eterologa come funziona

    La fecondazione eterologa, una possibilità, da qualche mese, anche in Italia. Ma vediamo meglio cos’è, quali sono i costi e come funziona, per saperne davvero di più, per approfondire le notizie di attualità e ricorrere, se necessario, a questa tecnica di procreazione assistita con un po’ di consapevolezza in più.

    Cos’è

    Con il termine fecondazione eterologa si intende una tecnica di procreazione medicalmente assistita che consiste nell’impiego del seme di un donatore o dell’ovocita di una donatrice. In pratica entra in gioco un terzo soggetto, esterno alla coppia degli aspiranti genitori, un donatore: da qui l’aggettivo eterologa.

    Fino a pochi mesi fa la fecondazione eterologa era vietata in Italia. Dall’aprile scorso, quando la Corte Costituzionale si è pronunciata in proposito, passando per le ultime delibere regionali in materia e arrivando al documento approvato a settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, la donazione dei gameti è una possibilità reale e legale anche nel Bel Paese. Ora la fecondazione eterologa è equiparata, anche a livello di costi, a quella omologa: entrambe le metodiche rientrano nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, che stabiliscono le prestazioni e i servizi che il Sistema sanitario nazionale (Snn) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket.

    Perché?

    La fecondazione non è altro che la fusione tra una cellula uovo femminile e uno spermatozoo maschile che danno origine all’embrione. Quando una delle due cellule sessuali non funziona come dovrebbe, la fecondazione non può avvenire. Il problema può essere declinato sia al maschile sia al femminile. Nel primo caso solitamente il dito è da puntare contro le azoospermie, cioè le malattie caratterizzate dall’impossibilità del testicolo di produrre spermatozoi per la presenza di difetti strutturali. Quando l’anomalia, invece è donna, può essere colpa della menopausa precoce, con relativa diminuzione degli ovociti. In questi casi, così come nell’eventualità che uno dei due aspiranti genitori sia portatore di una malattia genetica, la soluzione è la fecondazione eterologa.

    Come funziona

    La coppia deve effettuare una richiesta presso un centro specializzato per poi essere, quando è il suo turno in lista d’attesa, sottoposta a una serie di visite mediche per avere un quadro clinico generale. Accertata l’infertilità, si ricorre ai gameti di terzi, cioè a un donatore, al banco del seme e agli ovociti femminili congelati. I donatori devono avere un’età compresa tra 18 e 45 anni, mentre per le donatrici l’età massima scende a 35 anni.

    A questo punto lo specialista può ricorrere a diverse tecniche per la fecondazione medicalmente assistita. Dall’inserimento del liquido seminale nella cavità uterina fino alle opzioni più invasive, come la FIVET, cioè la fertilizzazione in vitro, e l’ICSI, che prevede l’inserimento di un singolo spermatozoo nell’ovocita.