Fecondazione assistita, impiantare più embrioni non garantisce il successo della gravidanza

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    procreazione medicalmente assistita

    La fecondazione assistita è una tecnica sempre più utilizzata, perché purtroppo sono in aumento le coppie che non riescono ad avere bambini. Su questo tema si sono espressi due ricercatori, il dottor Scott Nelson, professore dell’Università di Glasgow, e il dottor Debbie Lawlor dell’Università di Bristol, perché hanno verificato l’utilità di impiantare più di un embrione per assicurare alla coppia la possibilità di dare inizio realmente a una gravidanza. Dal loro studio, pubblicato sul Mirror, è risultato inutile lavorare sui grandi numeri. Ma vediamo meglio che cosa hanno scoperto?

    Impiantare più di un embrione, infatti, non è collegato alla possibilità di avere una gravidanza. Per giungere a questa tesi sono state analizzate 124 mila fecondazioni in vitro eseguite su donne, con problemi di infertilità, tra i 18 e i 50 anni. I dati hanno mostrato che nelle signore con meno di 40 anni cui erano stati impiantati due embrioni, la percentuale di nati vivi era pari al 33 percento, mentre scendeva al 25 percento nelle signore con un impianto di tre embrioni.

    A questo punto si può dedurre che maggiore è il numero di embrioni impiantati minore è il numero di gravidanze portate a termine. Negli Stati Uniti, nonostante si possano impiantare molti embrioni contemporaneamente, il consiglio dell’ American Society for Reproductive Medicine (ASRM) è di un embrione solo per le donne con meno di 35 anni, due per quelle fino a 37 e massimo quattro per le signore di 40 anni.

    Inoltre, bisogna considerare che impiantare più embrioni può aumentare il rischio di gravidanze gemellari e ciò vuol dire gestazioni più complicate e maggiori possibilità di esporsi a un aborto spontaneo.