Febbre alta: come curarla

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    Mamma bimba febbre

    Bambino con la febbre alta? Mamme nel panico! Qualunque sia la causa, toccare la fronte del proprio bimbo e accorgersi che scotta, getta nello sconforto le madri e i padri più “scafati” e meno inclini a farsi consumare dall’ansia. Questo accade perchè l’innalzamento della temperatura corporea ha un significato ben preciso: c’è un’infezione in atto, non si scappa da questo. Scoprirne l’origine è importante ma secondario, rispetto alla preoccupazione immediata che è quella di alleviare il malessere del bimbo. Quando ero piccola e mi ammalavo di influenza, ricordo che la mia mamma tirava fuori la regola delle tre L: Latte, Letto e Lana.

    Ovvero, subito sotto le coperte, una fumante tazza di latte con miele e tanto, tanto riposo. Eventualmente, un antipiretico. Ma fino a che punto vale ancora questa regola, e, soprattutto, è sufficiente? Cerchiamo di fare un pochino di chiarezza.

    1. Perchè viene la febbre?
    2. Quando l’organismo umano viene aggredito da agenti patogeni – come virus e batteri – i suoi meccanismi immunitari immediatamente si attivano per combattere contro gli “intrusi”. Così, la temperatura aumenta per poter difendere il corpo dagli attacchi esterni e, possibilmente, distruggere gli agenti patogeni da solo. Quindi, la febbre, di per sè, non è una malattia, come ad esempio la rosolia, me è il sintomo di una alterazione dell’equilibrio organico e la spia di una infiammazione in atto.
    3. Sintomi collaterali
    4. Essendo la febbre stessa un sintomo di una qualche altra patologia, dall’influenza alle infezioni (l’otite, ad esempio) alle infiammazioni, logicamente è l’innalzamento della temperatura corporea il suo segnale principale. La conseguenza di questo stato febbrile, è un malessere generalizzato che peggiora quanto più cresce la temperatura. La sintomatologia completa comprende spossatezza, dolori muscolari, mal di testa, a volte nausea e vomito.
    5. Quando è il caso di preoccuparsi?
    6. I pediatri consigliano di non somministrare antipiretici al bambino febbricitante finchè la sua temperatura si mantiene sotto i 38°. Lo so, è dura aspettare per i genitori, che vorrebbero intervenire subito, ma dovete pensare che è importante che il fisico del bambino – ancora immaturo dal punto di vista della risposta immunitaria – si fortifichi. Far “sfogare” un po’ la febbre non è un male. Tuttavia, quando il termometro segnala che si sono superati i 38° e mezzo, è bene intervenire con un medicinale specifico.
    7. Farmaci antipiretici
    8. Quali antipiretici sono più adatti ad un bambino perchè sfebbri senza incappare nelle temute “controindicazioni“, specialmente se è molto piccolo (0-3 anni)? I pediatri consigliano di scegliere tra quelli a base di paracetamolo, come la tachipirina, per intenderci. Pollice verso, invece, per i farmaci a base di acido acetilsalicilico (come la comune aspirina), per i bimbi al di sotto dei 12 anni. Questo perchè si tratta di un principio attivo che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) influire su una grave patologia pediatrica denominata sindrome di Reye, i cui sintomi principali sono il vomito e la sonnolenza.
    9. Come alleviare il malessere
    10. Non c’è nulla che un genitore non farebbe per far stare meglio il proprio bimbo che soffre per la febbre alta. Si possono adottare una serie di classiche misure che vanno sempre bene. Vediamole:
    11. Le convulsioni febbrili

    Non possiamo concludere il nostro discorso sulla febbre nei bambini, senza affrontare il problema della convulsioni. Queste si manifestano, di norma, nei bimbi (soprattutto maschietti) tra i sei mesi e i 5 anni d’età con queste caratteristiche:

    • Agitazione
    • Perdita di coscienza
    • Contrazioni muscolari e articolari
    • Sonnolenza

    Ogni crisi dura pochi minuti e nella stragrande maggioranza dei casi non lascia conseguenze. Dopo i 5 anni d’età gli episodi convulsivi legati alla temperatura elevata tendono a scomparire. Il perchè si presentino, in concomitanza con stati febbrili significativi (febbre oltre i 39° e mezzo), come nei casi estremi di meningite, è presto detto: si tratta di una reazione del sistema nervoso che può riguardare tutti i bambini, ma che si manifesta soprattutto nei soggetti geneticamente predisposti senza, peraltro, lasciare traccia nell’età adulta. Cosa deve fare un genitore che veda il proprio bimbo in preda alle convulsioni?

    • Stendere subito il piccolo su un fianco
    • Liberarlo degli indumenti costrittivi
    • Non schiaffeggiarlo (anche se è un gesto istintivo)
    • Non introdurre nulla nella sua bocca
    • Attendere che la crisi passi
    • Chiamare il medico o recarsi al Pronto Soccorso per accertamenti

    In ogni caso mamme, niente panico!Tanta attenzione e sangue freddo, una mamma può tutto per il suo bambino!