Fame notturna in gravidanza: rimedi e cosa fare

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    La fame notturna è un disturbo frequente nelle donne in gravidanza, che può essere prevenuto seguendo alcuni accorgimenti. A risentirne negativamente è in primis il peso forma, che come sappiamo deve rientrare entro determinati parametri. Difatti durante la notte tendiamo a bruciare meno calorie e, quindi, a ingrassare più facilmente. Purtroppo capita che la fame notturna, a volte, sia davvero irresistibile e questo la rende ancor più difficile da gestire. In alcuni casi può trattarsi addirittura di una vera e propria sindrome, la NES, night eating syndrome, sindrome da alimentazione notturna, spesso associata a insonnia o alimentazione scorretta. Scopriamo cosa fare e quali rimedi adottare.

    Per diminuire gli episodi di fame di notte in gravidanza è importante seguire alcuni consigli che possono aiutare a prevenire le tentazioni. Per esempio fare uno spuntino prima di coricarsi ed evitare, al tempo stesso, cene troppo ricche di carboidrati così come assunzione di dolci a tarda sera, visto che stimolano l’appetito. Uno stratagemma adottato da alcune gestanti consiste nel riempire il frigo di ortaggi freschi come carote, finocchi, sedano, che non contenendo molte calorie assecondano “le voglie” notturne senza inficiare la linea. Altra strategia è l’attività fisica che, svolta in moderata quantità nelle ore diurne, favorirebbe un senso di benessere generale in grado di contrastare il bisogno psicologico di cibo.

    Secondo gli esperti, infatti, la fame notturna sarebbe riconducibile anche a stress e ansia, emozioni che spesso attanagliano le madri in dolce attesa. Soprattutto nel caso in cui l’alimentazione diurna sia equilibrata e non sussistano cause di altro genere. In queste circostanze è sempre raccomandabile parlarne con medici e specialisti in grado di consigliare eventuali terapie di supporto psicologico.

    Qualora invece si sospetti di soffrire di NES, è bene eseguire degli esami tesi a individuare le cause scatenanti del disturbo, che possono includere anche processi infiammatori, carico glicemico elevato e alterazioni metaboliche. Sulla base dei risultati, il medico stabilirà una dieta equilibrata in grado di normalizzare l’alimentazione diurna e somministrerà, eventualmente, farmaci o altri rimedi.

    Dolcetto o scherzetto?