Errori ortografici dei bambini: i più comuni

I bambini commettono molti errori ortografici e alcuni sono particolarmente diffusi, anche tra gli adulti. Ecco i più comuni.

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    errori ortografici

    Errori ortografici dei bambini, scopriamo i più comuni. L’ortografia fa impazzire grandi e piccini perché, dobbiamo ammetterlo, anche gli adulti spesso commettono errori. Certamente una preparazione adeguata nell’infanzia è fondamentale per prevenire strafalcioni ma, oltre allo studio, può venire in aiuto la conoscenza degli errori più comuni, che andrebbero memorizzati il prima possibile. Si sa, prevenire è meglio che curare. E allora scopriamoli questi errori diffusi fra i bambini, ma anche fra gli adulti.

    Qual’è

    La tentazione è di aggiungere l’apostrofo ma “qual è” non lo vuole affatto. Perché? Semplice, non si tratta di un’elisione ma di un’apocope vocalica.

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    A me mi…

    Le insegnanti si sgolano a forza di ripeterlo ma per qualche strana ragione “a me mi” continua ad essere uno degli errori più diffusi in assoluto. Me e mi hanno lo stesso significato, quindi la ripetizione è inutile.

    Accellerare

    Pronunciandolo a voce, sembra proprio che le “l” siano due. In realtà il verbo accelerare ne vuole una soltanto.

    Perchè

    Gli accenti rientrano a malincuore fra gli errori più diffusi ma sappiatelo, perché vuole l’accento acuto, non quello grave, e la stessa regola vale per poiché e finché.

    E o ed/a o ad

    La d si aggiunge solo se il termine che segue inizia con la stessa vocale, come nell’esempio “vado ad Amsterdam”. In tutti gli altri casi non va aggiunta.

    Sì o si

    Se “sì” è utilizzato come particella affermativa va accentato. Negli altri casi non occorre l’accento.

    Ha piovuto ed è piovuto

    Entrambe le espressioni sono corrette ad eccezione del caso in cui piovere sia utilizzato in chiave simbolica, per esempio “sono piovute critiche”.

    Un pò

    Capita spesso di trovare “un pò” con l’accento ma attenzione, si tratta del troncamento di “poco”, non di un’elisione, quindi è corretto scrivere “un po’”.

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    Stà, fa, và

    Accentati? No, questi verbi non lo vogliono visto che non possono essere confusi con alcuna preposizione. Diverso il discorso per quanto riguarda dà e dì, che richiedono l’accento poiché diversi da “da e di” preposizioni.

    Affianco o a fianco

    Se affianco è la voce del verbo affiancare, a fianco indica invece la vicinanza a un individuo. A differenziarli è una “f”, a dimostrazione che basta poco per cambiare senso e significato a una parola. Ma l’errore è dietro l’angolo.