Dopo il parto in ospedale, quanto deve durare la degenza di mamma e bebè?

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Degenza mamma parto

La degenza ospedaliera della mamma e del bebè dopo il parto sta diventando sempre più “corta”, specialmente laddove non si siano riscontrate complicazioni. Tuttavia, le nuove politiche ospedaliere tendono ad accelerare i tempi di dimissione anche qualora la nascita sia avvenuta tramite taglio cesareo. Uno dei perni su cui si incentrano le nuove linee guida dei punti nascita, è quello di ridurre al minimo l’”ospedalizzazione” della gravidanza e del parto, per rendere questi eventi quanto più naturali e spontanei possibile. Tuttavia, a volte la rapidità con cui si liquida la “pratica” nascita, lascia intuire che dietro questa scelta ci siano ragioni piuttosto legate all’affollamento dei reparti e alla necessità di liberare velocemente dei posti letto e delle culle. Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo delicato argomento.

Dimissioni post parto, se le chiede la mamma

In genere una degenza post parto non viene prolungata oltre le 48 ore quando la nascita sia avvenuta spontaneamente, al termine naturale della gravidanza e senza particolari complicazioni. Capita che sia la stessa neomamma a chiedere dimissioni rapide, perché una stanza di ospedale, per quanto ben attrezzato e moderno sia il reparto in si viene ricoverate, non è certo il luogo ideale per una persona in buona salute. Inoltre c’è il desiderio di stare più a contatto con il proprio bimbo, anche se ultimamente nei punti nascita italiani si sta diffondendo sempre più la pratica del rooming in (far dormire il bebè nella stessa stanza della mamma). In ogni modo, ci sono una serie di fattori che andrebbero considerati prima di accettare le dimissioni “precoci”, vediamo i principali.

Dimissioni post parto, 48 ore di degenza bastano?

Spesso dietro un foglio di dimissioni per una mamma che abbia appena partorito, ci sono ragioni di carattere economico. Le aziende ospedaliere hanno necessità di risparmiare, e anche un solo giorno di degenza in meno in un reparto maternità, può contribuire a questo. Tuttavia, una mamma che venga catapultata troppo presto fuori dall’ospedale, può non essere ancora pronta per affrontare le nuove incombenze della maternità, specialmente quando non possa contare su aiuti familiari.

Per quanto riguarda le eventuali complicanze, poi, c’è sempre un minimo rischio anche quando il parto si sia svolto in regola e il neonato goda perfetta salute. Ad esempio, quando il bimbo sia nato a seguito di cure per la fertilità e la mamma non sia più giovanissima. Trattenere piccolo e madre un paio di giorni in più in ospedale, anziché dimetterli dopo 48 ore potrebbe ridurre qualunque eventuale rischio che si potrebbe presentare in seguito, a casa, e che getterebbe nel panico la neomamma. Ma quali sono le trafile mediche indispensabili perché si possa lasciare la struttura ospedaliera in tutta tranquillità?

Dimissioni post parto, cose da sapere

Le condizioni di salute di mamma e bebè devono essere ottimali perché possano essere dimessi senza rischi. Non solo, alla neomamma dovranno essere fornite tutte le indicazioni, per filo e per segno, su come comportarsi durante i primi giorni a casa, come effettuare l’allattamento e prendersi cura del piccolo, cosa fare in caso di ittero e come disinfettare il moncone del cordone ombelicale.

Ai neo genitori verrà inoltre spiegato come far dormire il bambino per evitare la tragica eventualità della morte in culla (SIDS). Inoltre, a poche ore dal parto, il neonato deve essere controllato dal pediatra, che verificherà tutti i parametri vitali, effettuando gli screening neonatali. Infine, prima di essere dimesso, si dovrà verificare che il bebè abbia fatto la pipì ed emesso le feci. Insomma, la prudenza, in questi casi, non è mai troppa.

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Domenica 27/05/2012 da

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