Donazione del cordone ombelicale: procedura e informazioni utili

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    La donazione del cordone ombelicale. Fortunatamente se ne parla sempre più spesso e sono sempre più numerose le strutture ospedaliere e i punti nascita in Italia che l’hanno resa una possibilità concreta e reale per le partorienti. Un gesto importante, che molte mamme non conoscono ancora a fondo. Un gesto che solo poco più di vent’anni fa era impensabile: a partire dagli anni settanta, quando alcuni studiosi a stelle e strisce ne intuirono le potenzialità, la tecnica e gli strumenti disponibili per la conservazione e il trapianto del sangue del cordone ombelicale sono sempre più sofisticati. Quando una donna partorisce e una nuova vita vede la luce per la prima volta, il sangue del suo cordone può diventare un aiuto prezioso per un altro essere umano a vivere meglio a trovare una soluzione per una malattia che ne condizione l’esistenza. Ma per donare, è importante che le future mamme sappiano davvero di cosa si tratta, ecco alcune informazioni utili sulla procedura e i requisiti.

    Il sangue del cordone ombelicale

    Non si tratta di un sangue qualunque, il sangue prelevato dal cordone ombelicale dei bambini appena nati rappresenta una speranza per le persone affette da particolari malattie del sangue o del midollo osseo, perché contiene cellule staminali emopoietiche. Si tratta di cellule staminali particolari, in grado di produrre globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, di formare, di conseguenza, nuovo sangue.

    La procedura

    La donazione è semplicissima. Non sono necessarie procedure lunghe o particolari, il prelievo del sangue del cordone ombelicale richiede una piccola puntura, qualche secondo di pazienza, nessun rischio e nessun dolore, né per la mamma né per il piccolo. In pratica, nella sala parto, dopo la nascita del piccolo e poco prima dell’espulsione della placenta, il ginecologo o l’ostetrica presenti prelevano il sangue, eseguendo una puntura nel cordone ombelicale, e lo ripongono in apposite sacche sterili.

    I requisiti necessari

    Donare è un gesto importante, ma non tutte le future mamme possono essere considerate idonee. In particolare, è necessario che l’aspirante donatrice sia in buone condizioni di salute, per non rischiare la trasmissione di infezioni o malattie all’eventuale ricevente del trapianto. Proprio come succede nel caso delle donazioni di sangue, è richiesta l’assenza di alcune patologie, come l’Hiv o l’epatite, da rilevare attraverso la compilazione di appositi questionari e alcuni esami del sangue. Condizioni ostative alla donazione del cordone ombelicale, inoltre, sono la gestazione inferiore alle 34 settimane, la presenza di malformazioni o di stress fetale.

    La donazione in Italia

    In Italia la legge consente alle mamme di fare una scelta di solidarietà, di donare il sangue prelevato dal cordone agli altri, prevedendo solo la donazione allogenica, se non in casi particolari. Casi particolari, come la presenza di uno stretto congiunto affetto da una patologia grave che necessita di un trapianto di cellule staminali emopoietiche, che consentono di effettuare una donazione dedicata al piccolo famigliare bisognoso. La terza opzione, non prevista dalla legge italiana, è la donazione autologa, che prevede cioè il prelievo del sangue del cordone e la conservazione dello stesso per un esclusivo utilizzo privato, da parte del donatore stesso, possibile solo in banche private situate all’estero.

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