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Disprassia nei bambini: cos’è, sintomi e come si cura

Disprassia nei bambini: cos’è, sintomi e come si cura
da in Bambini, Malattie
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    Disprassia nei bambini: cos’è, sintomi e come si cura

    La disprassia nei bambini è un disturbo che provoca difficoltà a compiere semplici azioni quotidiane, come parlare, vestirsi o mangiare. Le sue cause sono ancora ignote ma è importante riconoscerne i sintomi, per poter intervenire in tempo insegnando al bambino come conviverci in modo sereno. La disprassia colpisce ben 6 bambini su 100 e le sue conseguenze possono essere più o meno gravi, a seconda dei soggetti. Scopriamo quindi cos’è, i sintomi e come si cura.

    La disprassia è stata classificata come un disturbo della coordinazione motoria che provoca difficoltà a pianificare e compiere movimenti intenzionali in serie o in sequenza. Più semplicemente, questo disturbo causa difficoltà nel compiere alcuni gesti quotidiani come parlare, scrivere, camminare o mangiare. La disprassia compare solitamente in età infantile, nei bambini con età compresa fra i 3 e i 5 anni ed è più frequente nei maschi che nelle femmine. La disprassia si distingue in primaria, se presente senza altri disturbi, e secondaria, se associata ad altre sindromi, come la sindrome di Down o l’autismo.

    La disprassia può manifestarsi in varie forme, che vengono suddivise in base al tipo di azione, che il bambino ha difficoltà a compiere. La disprassia motoria provoca difficoltà nel compiere le azioni quotidiane che sono legate all’esecuzione di movimenti automatizzati. Ma esiste anche quella verbale, che provoca difficoltà nel parlare, nell’elaborare frasi e esprimere concetti, in base all’età del bambino. Esiste poi la disprassia oculare, che è legata alla minore capacità di controllare i movimenti degli occhi e lo sguardo in genere. I bambini colpiti da questo disturbo hanno difficoltà a leggere con il solo movimento degli occhi e devono muovere tutta la testa.

    Le cause di questo disturbo non sono ancora certe. Tra le varie ipotesi, ci sono le cause ereditarie, ossia i figli dei genitori che hanno sofferto di disprassia sono più a rischio di manifestare il disturbo. Altre cause probabili potrebbero essere il basso peso del neonato alla nascita, un parto avvenuto prima delle 37 settimane, oppure l’assunzione di alcool e droghe in gravidanza da parte della mamma.

    Per quanto riguarda le cause di tipo patologico, la disprassia può essere legata alla sindrome di Down, all’autismo, alla Sindrome di Asperger, a problemi neurologici o a trauma cranico.

    Oltre ai sintomi generali elencati sopra, la disprassia può manifestarsi con sintomi diversi, in base all’età. E’ molto importante riconoscerli, per poter intervenire in tempo e aiutare il bambino a convivere con questo disturbo.

    In base alle fasce d’eta, distinguiamo questi sintomi:
    0-1 anno: alterazioni del sonno, difficoltà ad afferrare oggetti, difficoltà a succhiare e ad alimentarsi, ritardo nel gattonamento, nel camminare, nell’assumere la posizione seduta e altre fasi dello sviluppo psicomotorio, alterazioni del comportamento come pianto inconsolabile e irritabilità, poca espressività gestuale.
    1-4/5 anni: difficoltà a concentrasi per lungo tempo, movimento continuo e iperattività, difficoltà a fare le scale, difficoltà a compiere giochi come saltare o calciare una palla, difficoltà nei giochi di costruzione, esiguo vocabolario.
    dai 6 anni: difficoltà di apprendimento, difficoltà a socializzare, tempi molto lunghi nel svolgere i compiti, difficoltà nel disegno e nella matematica, difficoltà di copiatura dalla lavagna.

    I genitori sono i primi ad accorgersi che c’è qualcosa che non va nel loro bambino. In caso di dubbi, il pediatra sarà il primo punto di riferimento a cui potersi rivolgersi, per chiedere consiglio e farsi indirizzare presso i vari specialisti. Inizialmente si cercherà di capire di che tipo di disprassia si tratta e per questo le figure solitamente coinvolte per una terapia integrata sono quelle di psicologi, neuromotricisti e logopedisti.

    Dalla disprassia non si guarisce mai del tutto, tuttavia è possibile migliorare e attenuare le difficoltà che essa provoca nella vita quotidiana, ma questo dipende molto anche dalla sua gravità. Ovviamente prima si interviene meglio è. Grazie alle terapie riabilitative, verbali o motorie, il bambino potrà migliorare e risolvere le difficoltà relative al linguaggio e al movimento e aiuteranno l’adulto a conoscere e ad accettare in modo più sereno il suo disturbo.

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