Digitopressione per bambini: cos’è e come eseguirla

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    Digitopressione per bambini: cos’è e come eseguirla

    La digitopressione per bambini, anche detta Shiatzu, significa letteralmente “pressione con le dita”, e consiste in una tecnica di massaggio mutuata dalla medicina tradizionale cinese. I principi che la regolano sono più o meno simili a quelli dell’agopuntura, ovvero si parte dal presupposto che l’organismo sia percorso non solo da vasi sanguigni e linfatici, ma anche da canali energetici attraverso i quali scorre l’energia detta “qi”. Questi canali vengono chiamati meridiani e lungo di essi si possono rintracciare 600 punti corrispondenti a determinati organi. I punti vengono a loro volta indicati con una lettera e un numero. Scopriamo cos’è nello specifico la digitopressione, a cosa serve e come eseguirla.

    Cos’è e a cosa serve

    Come premesso, la digitopressione è una tecnica di massaggio originaria della Cina, simile all’agopuntura, il cui scopo è alleviare determinati disturbi fisici e psicologici, e al tempo stesso favorire il benessere psicofisico. Attraverso la digitopressione l’energia compressa viene liberata e questo vale nei bambini come negli adulti. Inoltre, abituare il bambino a questo genere di massaggio, lo aiuta a dedicare del tempo a se stesso, prevenendo o alleviando disturbi come raffreddore, insonnia, ansia. Ma anche stanchezza, mal di testa, contratture muscolari. Alcuni trattamenti, essendo molto semplici, possono essere trasmessi ai piccoli che, attraverso l’autostimolazione, impareranno a farsi del bene divertendosi.

    Come eseguirla

    Solitamente i massaggi vengono esercitati con i polpastrelli o con le unghie e le dita posizionate a lato dei punti interessati. In altri casi il punto viene tirato in direzione centrifuga. La pressione dura all’incirca 3 minuti e il trattamento va ripetuto più o meno volte a seconda del disturbo da trattare. A dire il vero la tecnica non è semplicissima, difatti esistono ben 600 punti lungo i meridiani corrispondenti ai rispettivi organi, quindi perlomeno all’inizio è raccomandabile affidarsi a una figura esperta. In un secondo tempo, seguendo i consigli dei professionisti e letture specifiche, sarà più facile addentrarsi in questa pratica di guarigione alternativa in modo autonomo, trasmettendo ai bambini le proprie conoscenze e aiutandoli ad approcciarsi con le tecniche più semplici.

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