Dieta sbilanciata in gravidanza tra le cause dell’obesità infantile

Lo so che è irritante sentire queste notizie, ma la dieta in gravidanza è una questione piuttosto importante, soprattutto perché ciò che mangia la madre, ha effetti sul nascituro e sulla sua salute. E’ così, c’è poco da fare, e anche se mi rendo conto che possa sembrare quasi una congiura sentire cose come “se la mamma beve questo, o mangia quell’altro, o si comporta così, poi il suo bimbo avrà questo o quel deficit… “, ma la natura ci ha fatto in questo modo, e bisogna sottomettersi alle sue regole. Del resto, una corretta alimentazione è comunque e sempre la miglior polizza assicurativa sulla vita che possiamo stipulare, che ci sia un bambino in arrivo o meno.
Perciò, care lettrici in dolce attesa, sappiate che la vostra alimentazione sgangherata, le abbuffate di carboidrati e zuccheri si ripercuotono sul feto, predisponendolo all’obesità. Sono tanti gli studi che ormai confermano questo rapporto di causalità tra sovrappeso nel bebè e dieta sbilanciata in gravidanza, e ora se ne aggiunge un altro, internazionale, coordinato dall’Università di Southampton e pubblicato sulla rivista Diabetes.
I ricercatori hanno studiato il sangue del cordone ombelicale dei neonati cercando dei markers epigenetici (relativi alla predisposizione all’obesità), trovandone in quantità nei figli di donne che, durante i nove mesi di gestazione, avevano seguito un regime alimentare ricco di dolci e carboidrati. E’ emerso che un quarto dei casi di obesità infantile deriverebbe proprio da questo sbilanciamento d’origine, diciamo così.
“Quello che ci ha stupito – ha spiegato Keth Godfrey, uno degli autori dello studio – è che ¼ delle obesità riscontrate nei figli può essere spiegato da questo fenomeno”. La mutazione genetica che è stata individuata riguarda il gene Rxra, che agisce sui ricettori della vitamina A, importante per il metabolismo dei grassi. Conclude il dott. Godfrey con un auspicio: “Spesso si fanno raccomandazioni alle future mamme sulla dieta, ma forse è il caso che la questione salga nell’agenda delle priorità dei medici”.
Mar 19/04/2011 da Paola Perria
















