Depressione post partum: gli Omega-3 in gravidanza non riducono i rischi

Affrontiamo spesso il delicato tema della depressione post-partum, una sindrome che colpisce una percentuale di donne pari a circa il 15% del totale delle neo mamme. La causa scatenante di questa vera e propria malattia non è ancora del tutto chiara, anche se periodicamente giungono notizie confortanti sul fronte della ricerca. Con tutta probabilità, esiste una componente genetica che incide sull’insorgenza della patologia, ed è stato rivelato come anche una semplice risonanza magnetica sia in grado di evidenziare una depressione post partum in atto attraverso l’analisi dell’attività cerebrale delle donne che ne sono affette.
E’ molto importante che la malattia non venga in nessun modo trascurata o sottovalutata, soprattutto durante il primo anno di vita del bebè, poichè le conseguenze, come ci rivela spesso e volentieri la cronaca, possono diventare drammatiche. Purtroppo, è anche vero che, nei casi più gravi, l’affidarsi agli psicofarmaci appare inevitabile. Sul fronte della prevenzione, inoltre, siamo ancora in alto mare.
Si è spesso detto che un’alimentazione corretta durante i nove mesi della gravidanza può incidere in modo positivo, prevenendo l’insorgenza della patologia a nascita avvenuta. Ora, però, giunge uno sconfortante contrordine a proposito dei tanto “pubblicizzati” omega-3, da assumersi tramite integratori o attraverso un’alimentazione mirata. E’ il risultato di una ricerca australiana, promossa dallo Women’s and Children’s hospital e pubblicato sulla rivista JAMA (Journal of AmericanMedical Association).
Gli studiosi hanno somministrato integratori a base di DHA (acido decosaeonico, contenuto proprio negli omega-3) a 2000 donne in attesa di un figlio. Alla fine del trattamento, dopo il parto, il 10% delle puerpere evidenziava i sintomi della depressione. In pratica, non vi era stata nessuna modifica nell’incidenza della sindrome, il che equivale a dire che non è certo assumendo omega-3 che si previene la depressione post partum.
Prima di concludere, è però bene sottolineare una cosa: nella dieta della gestante è indispensabile che siano presenti gli omega-3, contenuti soprattutto nel pesce, come il salmone, poichè è appurato che queste componenti alimentari agiscono in modo positivo sullo sviluppo cerebrale del feto, e scongiurano il rischio di parto prematuro.
I medici, peraltro, suggeriscono di colmare il fabbisogno giornaliero di DHA (circa 200 mg al dì) attraverso gli appositi supplementi, e non mangiando grandi quantità di frutta secca o di pesci grassi, che potrebbero, tra l’altro, contenere mercurio, sostanza assai dannosa. Una corretta alimentazione, quindi, è indispensabile per la buona salute di mamma e bebè. Per quanto riguarda la prevenzione della depressione post partum, attendiamo ulteriori e migliori news.
Gio 21/10/2010 da Paola Perria
















