Crollo delle nascite in Italia nel 2011, colpa della crisi economica…

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    Calo nascite Italia

    Culle vuote e crollo delle nascite in Italia nel 2011, e per fortuna che a “tamponare” il trend negativo ci pensano gli immigrati, altrimenti la situazione sarebbe davvero sconsolante. I dati parlano chiaro, nel nostro Paese non si fanno più figli, e il motivo sta quasi tutto in quella crisi economica che costringe le famiglie a economizzare su tutto, ma proprio tutto. Prendiamo il caso emblematico di Milano, dove in questo anno “nero”, in tutti i sensi, che stiamo per archiviare sono venuti al mondo ben 1000 bambini in meno di nazionalità italiana.

    Un calo significativo che per il sociologo Mauro Magatti interessa proprio la: “generazione bloccata, quella, per intendersi, alle prese col precariato, gli stipendi bassi e le prospettive di un posto fisso ridotte al lumicino”. La mancanza di fiducia nel futuro spinge le coppie a non tentare neppure di allargare la famiglia, giudicando impossibile poterla mantenere in modo decoroso.

    Insomma, non si procrea perché è un rischio che non ci si può permettere di correre. Un rischio che, però, altri accettano di provare a correre, nonostante tutto. Parliamo dei genitori di origine straniera che, sempre a Milano, hanno messo al mondo 840 neonati in più rispetto all’anno precedente, ma il saldo nascite nella città della Madonnina resta comunque negativo.

    La situazione di Milano è assolutamente rispecchiata nel resto delle penisola, ma sicuramente quando si verifica un decremento così significativo della natalità nella città considerata la capitale economica dell’Italia, appare chiaro quanto sia grave e di natura sistemica la crisi storica che stiamo attraversando. Del resto: “Senza posto fisso e con buste paga di mese in mese più basse è difficile pensare di mettere al mondo un figlio”, commenta Anna Soru dell’Acta (Associazione del Terziario avanzato). Direi che c’è ben poco da aggiungere.