Cosa fare se il tuo bambino ha un amico immaginario

L'amico immaginario è molto diffuso tra i bambini in età prescolare e spesso preoccupa i genitori. Scopriamo cosa fare e come comportarsi.

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    Cosa fare se il tuo bambino ha un amico immaginario? Gli psicologi assicurano che si tratta di una cosa normalissima nei bambini tra i 3 e i 5 anni d’età, tant’è vero che è diffuso in una percentuale altissima, intorno al 60-70% dei casi. La psicologia ufficiale tira in ballo la fervida immaginazione dei bambini in età prescolare, non necessariamente da associare a un disagio del piccolo. Ma a tal proposito le opinioni sono discordanti: c’è chi considera l’amico immaginario una sorta di sostituto delle figure genitoriali qualora queste ultime, per varie ragioni, siano piuttosto assenti. E chi al contrario gli attribuisce una funzione di supporto e sostegno che trascende la famiglia, esattamente come si trattasse di un peluche cui il bambino si aggrappa per consolarsi in alcuni momenti, finendo per affezionarsene. Le teorie più stravaganti sostengono che potrebbero essere presenze impercettibili con i sensi normali, che solo i piccoli riuscirebbero a vedere. Comunque sia, cosa fare e come comportarsi?

    Non preoccuparsi

    Considerato che il 60-70% dei bambini in età prescolare ha un amico immaginario con cui interagisce quotidianamente, non è proprio il caso di preoccuparsi. In linea di massima, l’amico sfumerà da sé col passare del tempo.

    Non ridicolizzare

    L’amico immaginario non va ridicolizzato come si trattasse di una sciocchezza infantile perché il bambino lo percepisce come presenza rassicurante, un vero e proprio amico nei momenti di gioia o sconforto.

    Non umiliare il bambino

    Umiliare il bambino definendolo bugiardo è assolutamente sbagliato. L’amico immaginario, se è tanto diffuso, è sicuramente importante per i bambini e il fatto che sia frutto della fantasia dei bambini non autorizza i genitori a denigrarlo.

    Non enfatizzare l’amico

    Se denigrare la figura dell’amico invisibile è sbagliato, bisogna prestare attenzione anche all’atteggiamento opposto, ovvero enfatizzarlo. Meglio piuttosto trattarlo come reale evitando prese di posizione estreme di qualunque tipo.

    Parlare con il bambino

    Per capire se l’amico immaginario colma lacune familiari dovute a varie ragioni, per esempio l’assenza prolungata dei genitori per lavoro, è importante parlare con il bambino, cercando di capire se qualcosa lo fa stare male, senza tirare in ballo l’amico immaginario.

    Non dare per scontata l’opzione disagio

    Come premesso, l’amico immaginario non è necessariamente frutto di un disagio psichico del bambino, in relazione a un ambiente esterno poco presente o carente da alcuni punti di vista. In alcuni casi subentra per questo ma non è detto che sia così.

    Considerare che è un passaggio

    L’amico immaginario nei bambini nella stragrande maggioranza dei casi scompare dopo qualche anno e questo perché il bambino, crescendo, smette di attaccarsi a figure, oggetti, pupazzi per tranquillizzarsi.

    Preoccuparsi solo se il bambino si isola

    Se il rapporto con l’amico immaginario diventa esclusivo, tanto da indurre il bambino a isolarsi dai compagni evitando qualunque altra forma di socializzazione, allora è il caso di preoccuparsi dell’amico invisibile, senza eccessivi allarmismi. L’importante è rivolgersi a un esperto per individuare la fonte del disagio.