Contro l’obesità infantile i pediatri consigliano quattro pasti al giorno in famiglia

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    I pediatri europei si mobilitano contro l’obesità infantile, fenomeno in preoccupante aumento, anche in Italia (anzi, soprattutto in Italia), e rendono note le linee guida rivolte ai genitori e agli educatori per arginare il problema. Come sappiamo, la dilagante diffusione di sovrappeso e obesità tra i bimbi in età pediatrica e gli adolescenti, che finisce per avere poi dei risvolti sanitari importanti perché può portare allo sviluppo di malattie a carico dell’apparato cardiocircolatorio e del metabolismo (come il diabete), sta diventando una emergenza da contrastare in ogni modo.

    Tutto parte dall’alimentazione in ambito familiare, e dalle cattive abitudini che, una volta apprese, sono molto difficile sradicare. Ma anche uno stile troppo innaturalmente sedentario favorisce l’accumulo abnorme di chili nei bambini, che proprio perché nell’età della crescita, dovrebbero invece fare attività fisica regolare e vivere in modo dinamico.

    E così, i pediatri del Comitato per Nutrizione dell’Espghan, la Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica, Epatologia e Nutrizione (dei quali fa parte anche l’italiano Carlo Agostoni, del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Milano Fondazione Irccs Ca’ Granda), ha stilato un vademecum che è stato pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Gastroenterologic Nutrition.

    Secondo gli esperti, i bambini e i teenagers dai 2 ai 18 anni, dovrebbero abituarsi a consumare 4 pasti giornalieri, di cui il primo sia sempre la colazione (da non saltare mai), e possibilmente tutti e 4 in famiglia. A proposito dei cibi da preferire, i pediatri sottolineano che siccome “nessun singolo nutriente è stato inequivocabilmente associato con lo sviluppo dei chili di troppo”, la dieta sarà variata e gratificante, ma con degli accorgimenti da seguire.

    Ad esempio, meglio privilegiare i carboidrati rispetto agli zuccheri semplici, perché il loro assorbimento è più lento e la quantità di calorie giornaliere dovrebbe essere calibrata in base al dispendio energetico di ogni bambino e anche alla fase di crescita, che varia da minore a minore, naturalmente.

    La “principale fonte di fluidi”, proseguono i pediatri, deve essere l’acqua (e non le bibite gassate!), ma via libera anche a frutta e verdura, che idratano e dissetano, oltre ad arricchire di vitamine e sali minerali preziosi l’organismo in pieno sviluppo dei più piccoli. Infine, occhio alle porzioni, che devono essere a misura di bambino, non di adulto! Specialmente quando si parla di alimenti molto calorici. Insomma, buon senso, misura, e ricette golose e semplici come quelle che vi proponiamo noi di Mamma PF!

    Dolcetto o scherzetto?