Contraccezione post parto: consigli utili

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    Contraccezione post parto

    La contraccezione post parto, per evitare che con un neonato in casa si rischi un’altra gravidanza? Un’esigenza comune a molte neomamme e un dubbio altrettanto ricorrente. Sfatato il mito, decisamente obsoleto e più simile a una leggenda metropolitana che alla verità, che la donna, dopo il parto, complice la prolattina sia “immune” dal concepimento, per evitare gravidanze troppo ravvicinate, meglio scegliere il contraccettivo giusto. Ecco i consigli utili.

    Se si allatta al seno

    Nella scelta del contraccettivo giusto dopo il parto, il primo parametro da prendere in considerazione è l’allattamento. Se si allatta al seno sono da evitare i metodi di contraccezione ormonale, per esempio. Ecco le alternative più valide.

    Il preservativo, che garantisce un’efficacia del 97%. è privo di controindicazioni particolari o effetti collaterali. In alternativa esiste anche una pillola contraccettiva particolare, una versione innovativa e molto recente formulata senza estrogeno. Il contraccettivo orale, adatto anche alle neomamme contiene solo progestinico e che esplica la sua attività anticoncezionale attraverso un duplice meccanismo: modificando il muco cervicale, rendendolo molto scarso e difficilmente penetrabile dagli spermatozoi e riducendo l’epitelio ciliato delle tube, che svolge un ruolo cruciale per facilitare la risalita sia degli spermatozoi sia della cellula uovo fecondata.

    Molto noto, come metodo contraccettivo diffuso ancora prima dell’invasione di quelli ormonali, la spirale o Iud (Intra Uterine Device) è un piccolo dispositivo a forma di T che il ginecologo applica all’interno della cavità uterina. Una “T” capace di rallentare la risalita degli spermatozoi verso l’ovulo per fecondarlo e di causare un’infiammazione dell’endometrio, il rivestimento uterino interno, che non consente l’impianto degli ovuli fecondati. Una sola cautela: per scegliere questa opzione, è fondamentale aspettare che l’utero si sia completamente ristabilito dopo la gravidanza, cioè 4-6 settimane dopo il parto naturale e 8-12 settimane in caso di cesareo.

    Se non si allatta al seno

    Quando non si allatta il piccolo al seno, alle opzioni contraccettive già elencate si aggiungono anche gli altri metodi ormonali, come la pillola a base di estrogeni e progestinico, che si può ricominciare ad assumere dopo la comparsa delle prime mestruazioni, solitamente a distanza di 4-6 settimane dal parto.

    Le alternative al contraccettivo orale sono l’anello e il cerotto a rilascio transdermico. Il primo, un piccolo dispositivo flessibile di forma circolare che rilascia basse quantità di ormoni femminili nel circolo sanguigno si inserisce nella vagina e si rimuove ogni 21 giorni. Il cerotto, invece, applicato sulla pelle, rilascia progressivamente piccole quantità di estrogeni e progesterone assorbiti attraverso la cute dall’organismo.

    Dolcetto o scherzetto?