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Conservazione delle cellule staminali: pro, contro e costi

Conservazione delle cellule staminali: pro, contro e costi

Le risposte alle domande che le future mamme si chiedono riguardo alle cellule staminali del cordone ombelicale e il loro eventuale utilizzo nel futuro

da in Parto Cesareo, Parto Naturale
    Conservazione delle cellule staminali: pro, contro e costi

    Una mamma in attesa si trova a decidere cosa fare del cordone ombelicale. E’ utile la conservazione delle cellule staminali? Esistono veramente dei pro? Vi sono dei contro? E quali sono i costi? Oggi vogliamo rispondere con chiarezza e sincerità a tutte queste domande, per permettere ad ogni donna di poter prendere una decisione con serenità.

    Non sempre è possibile utilizzarlo, ma dal sangue contenuto all’interno del cordone ombelicale è possibile prelevare le cellule staminali emopoietiche, ossia cellule capaci di rigenerare gli elementi che compongono il sangue che oggi rappresentano una vera fonte di salute in grado di curare numerose gravi malattie. Se trapiantate, oggi possono curare patologie come per esempio leucemie, linfomi e talassemie, e sono in corso numerosi studi per ampliare la loro applicazione per esempio nella prevenzione dell’Alzheimer o per curare l’artrite reumatoide o per il diabete.

    In Italia, così come in Francia, Belgio e Lussemburgo è possibile solo la donazione a fini solidaristici, e la conservazione per un utilizzo proprio solo in pochi casi. Le mamme che vogliono effettuare una conservazione per uso personale devono rivolgersi ad istituti all’estero. Quindi alla nascita di un bambino vi sono donne che dichiarano la propria volontà alla donazione del sangue rimasto nel cordone che viene inviato alla banca di sangue cordonale più vicina dove verrà utilizzato da chiunque ne avesse bisogno, altre che sanno di poter contare su questo sangue perchè il figlio o un consanguineo sono affetti da malattie trattabili con cellule staminali, e altre donne che, avendo stipulato un accordo con una banca straniera, sanno che il sangue del cordone ombelicale verrà prelevato e inviato fuori Italia e servirà solo per uso dedicato alla propria famiglia.

    Esistono un cospicuo numero banche private per la conservazione di cellule staminali del cordone ombelicale che consentono anche ai genitori italiani di poterle raccogliere e conservarle per renderle accessibili ai propri figli in caso di necessità.
    Sono 16 i Paesi europei che hanno optato per accogliere questi istituti privati che si occupano di raccogliere il cordone ombelicale immediatamente dopo che questo è stato tagliato e trasportarlo presso la loro sede, per poi renderlo disponibile per anni ai membri della famiglia titolari del contratto. L’impiego delle cellule staminali del cordone ombelicale ad oggi è limitato, ma la ricerca sta facendo passi da gigante per individuare le nuove potenzialità, e una patologia non trattabile potrebbe esserlo in futuro. Le malattie per le quali oggi si utilizzano le cellule staminali emopoietiche sono onco-ematologiche, ma si stanno compiendo studi per utilizzarle anche nel campo della medicina rigenerativa e immunologica.

    La comunità scientifica internazionale non appoggia la conservazione privata perché in realtà le cellule staminali oggi risultano essere più utili e compatibili in persone non appartenenti alla stessa famiglia. Un esempio è il loro utilizzo nella cura della leucemia, per la quale non viene consigliato il trapianto di cellule conservate alla nascita poichè vi è il rischio che contengano componenti che hanno portato alla malattia.
    Inoltre è da sottolineare che ad oggi le malattie curabili sono solo le gravi patologie del sangue come la leucemia, i linfomi, la talassemia, l’aplasia midollare e le immunodeficienze congenite. Tutte le altre malattie segnalate dagli istituti privati sono ancora in fase di studio e sperimentazione.

    La donazione alle 19 banche pubbliche attive distribuite su tutto il territorio nazionale è gratuita e se ne occupa il Servizio Sanitario Nazionale. Le banche private straniere invece richiedono una pagamento iniziale che si aggira intorno ai 1.000/2.000 euro a cui vanno aggiunti 100/200 euro annuali.

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