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Congedo paternità: le novità per il papà lavoratore

Congedo paternità: le novità per il papà lavoratore

Ecco cosa c'è da sapere sull'astensione dal lavoro da parte del lavoratore padre

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    Congedo paternità: le novità per il papà lavoratore

    Il congedo di paternità è stato istituito per favorire una condivisione con la madre nella cura dei figli. Ma quali sono le novità per il papà lavoratore introdotte quest’anno? Nato dal fatto che in Italia il congedo di paternità è fra i più brevi di tutta l’Europa, si prevede che nei prossimi anni subirà altre variazioni in favore dei padri desiderosi di stare accanto al figlio e alla madre di esso.

    Lo sapevate che in Norvegia il congedo parentale totale è di 54 settimane composto da un congedo di maternità di 9 settimane, da un congedo di paternità di 6 e dalle rimanenti 39 settimane utilizzabili da tutti e due i genitori? In Italia le cose sono molto diverse ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo, anche perchè i papà full-time stanno aumentando.

    La Legge 92/2012, ossia la riforma Fornero aveva stabilito in via sperimentale per il 2013, 2014 e 2015 che anche il papà lavoratore avesse diritto ad un congedo di paternità da utilizzare entro i primi 5 mesi dalla nascita del proprio figlio e della durata di 4 giorni, dove i primi 2 giorni erano obbligatori, mentre il terzo ed il quarto erano alternativi al congedo della mamma e quindi da decurtare al suo congedo.

    Dopo aver prorogato il congedo di paternità anche al 2016 con la Legge 208/2015, con la Legge di Bilancio 232/2016 è stata nuovamente prorogata la misura sperimentale anche per il 2017 secondo le medesime direttive, ma per il 2018 i 2 giorni da dedicare obbligatoriamente al nuovo nato diventeranno quattro.
    Anche per il 2017 quindi, il papà percepirà una retribuzione piena al 100% per la durata di 2 giorni che possono essere utilizzati anche non il via continuativa, mentre dal 2018 lo stipendio pieno verrà garantito per 4 giorni.
    Rimane invariato il congedo facoltativo previsto dalla Legge 92/2012 subordinato alla scelta della madre lavoratrice e per un numero di giorni pari a uno o due. Da utilizzare anche contemporaneamente al congedo della madre, deve essere esercitato entro 5 mesi dalla nascita del figlio.

    Si ricorda che sia il congedo obbligatorio che quello facoltativo si applicano anche in caso di adozione o affidamento.

    Le domande del congedo di paternità vanno presentate all’Inps se l’indennità è erogata dall’Istituto di previdenza, o viceversa al datore di lavoro.
    Consigliamo di collegarsi al sito dell’Inps per avere maggiori chiarimenti, oppure recandovi agli sportelli presenti su tutto il territorio nazionale o telefonando al contact center (numero 803164 gratuito da rete fissa o 06.164164 a pagamento da rete mobile).

    Il prossimo passo? Un congedo di paternità obbligatorio per 15 giorni da usufruire nel primo mese dalla nascita del figlio. E’ questa la proposta da parte del presidente dell’Inps Tito Boeri, che ritiene vi sia troppa differenza di trattamento fra padri e madri.

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