Congedo parentale uguale per mamma e papà. Succede in Inghilterra

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    Congedo parentale Inghilterra

    Il congedo parentale in Inghilterra sta per subire una modifica sostanziale e, direi, anche epocale. Molto presto la domanda di astensione dal lavoro per maternità potrà essere presentata indifferentemente dalla neomamma o dal neopapà, fino a 10 mesi dalla nascita del loro bambino. Insomma, una maternità perfettamente intercambiabile. Sarà la coppia di genitori che, a seconda delle necessità e soprattutto della tipologia di lavoro svolto, deciderà chi dei due starà a casa con il neonato. Si tratta di una legge inserita in un più vasto programma di welfare familiare, che entrerà in vigore nell’aprile prossimo e che trova consensi bipartisan.

    La busta paga non subirà contraccolpi, che a chiedere il congedo sia l’uno o l’altra, il che pone l’uomo e la donna perfettamente paritari sul piano del diritto lavorativo, oltre che su quello familiare. Spiega Nick Clegg, vicepremier in carica: “Ogni governo che si presume liberale non può affidarsi a soluzioni dettate dal ruolo tradizionale dei sessi nel mondo del lavoro”.

    Parole che suonano musica alle mie orecchie. Che la questione fosse particolarmente sentita dai parlamentari britannici, sia laburisti che conservatori, era stata in qualche modo testimoniata dalle scelte familiari dell’attuale primo ministro David Cameron. Diventato recentemente padre per la quarta volta della piccola Florence Rose, aveva annunciato che per 15 giorni avrebbe abdicato al suo ruolo istituzionale per rintanarsi nel domicilio storico al n° 10 di Downing Street a occuparsi solo della figlia e dare una mano alla moglie con pappe e pannolini.

    Detto fatto! Naturalmente essere a capo del governo britannico non lascia molto spazio alle “vacanze”, troppe e importantissime le responsabilità di chi è stato eletto dai cittadini, però quei 15 giorni sono comunque significativi. Di un certo tipo di sensibilità, quantomeno. Plaudiamo all’iniziativa inglese, nell’attesa che anche in Italia la normativa vigente possa essere migliorata per venire incontro alle esigenze dei neo papà e, soprattutto, delle neo mamme lavoratrici.

    Dolcetto o scherzetto?