Congedo di maternità, la legge

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    La maternità per molte mamme lavoratrici è una preoccupazione. Si devono assentare (sempre che sia possibile, perché in molti lavori atipici non è prevista) e sperare di ritrovare il proprio posto così come l’hanno lasciato. Il Parlamento europeo ha “dettato” delle regole minime valide in tutta l’Unione Europea.

    Garantire un congedo più lungo per stare con il piccolo tutto il tempo necessario e tutelare la madre. Questi sono gli obiettivi che l’Europa si è posta per creare un vademecum unico. L’astensione dal lavoro dovrà arrivare almeno a 20 settimane e al 100% dello stipendio. Inoltre, i licenziamenti dovranno essere vietati fino al compimento di un anno del bambino. Queste regole in alcuni Paesi sono già in vigore, almeno sulla carta.

    “Il provvedimento del Parlamento Europeo punta a criteri minimi per tutti, a fronte dell’attuale grande disomogeneità tra Stati”, racconta l’europarlamentare Patrizia Toia a Io e il mio bambino. L’Italia in questo settore sembra essere all’avanguardia: le mamme hanno a disposizione 21 settimane, con stipendio all’80% e il veto di licenziare il genitore fino al primo anno di età dell’ultimo arrivato. E’possibile scegliere se stare a casa due mesi prima del parto e tre dopo o lavorare fino all’ottavo mese per avere più tempo dopo.

    La lavoratrice, prima dell’inizio del congedo di maternità, e in ogni caso entro il 7° mese di gestazione, deve presentare inoltre al datore di lavoro e all’Inps, apposita domanda corredata dal certificato medico attestante il mese di gestazione e la data presunta del parto. Anche le aziende si devono tutelare.

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    donnamoderna.com blogmamma.it