Concepimento: lo stress non influisce sulla fertilità

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Concepimento stress

Ecco un altro mito da sfatare: il concepimento e la fertilità non sono in alcuna misura influenzate dallo stato emotivo degli aspiranti genitori. Lo stress e l’ansia che affliggono soprattutto le donne che desiderano un figlio, quando si accorgono di avere delle difficoltà a restare incinte, in realtà non svolgono nessun ruolo attivo nell’ostacolare la fecondazione. Si tratta del risultato di una ricerca britannica piuttosto vasta, che ha coinvolto 3500 donne che si erano sottoposte a cure per la fertilità in diversi Paesi del mondo, tra cui USA, Australia, Turchia, Danimarca, Svezia, e naturalmente Regno Unito, solo per citarne alcuni.

I ricercatori della Cardiff University’s School of Psychology (Galles), nell’esaminare le probabilità delle donne campionate di concepire un bambino, hanno concluso che stress, pressione psicologica, tensione, contrariamente a quanto sempre supposto, sono fattori assolutamente trascurabili. In buona sostanza, se state pensando di rivolgervi ad una clinica della fertilità per sottoporvi a cure o per valutare una fecondazione in vitro, sappiate che il buon esito di questi trattamenti e l’eventuale gravidanza non subiranno rallentamenti a causa della vostra ansia.

“Questi risultati dovrebbero rassicurare le donne – ha commentato il coordinatore del team di ricerca, Jacky Boivin – Lo stress emotivo provocato dai problemi legati alla fertilità o da altri eventi della vita non compromette la loro probabilità di rimanere incinte“. Si tratta di un atteggiamento positivistico che, certo, potrebbe tranquillizzare, anche se mette uomini e donne in difficoltà nell’avere figli, di fronte ad una sentenza pesante: se non ci riuscite, è perché nel vostro corpo qualcosa non funziona correttamente, e non è la vostra testa.

Sicuramente i medici britannici avranno dalla loro dati e statistiche per affermare che il disagio emotivo non influisce sul concepimento, ma sinceramente, siccome, non penso che gli esseri umani siano delle macchine, io mi lascerei aperto ancora un spiraglio di natura “psicologica”, diciamo così. In attesa del prossimo studio che sfati il mito che aveva sfatato il mito.

Lun 28/02/2011 da Paola Perria

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento