Concepimento, congelamento preventivo degli ovociti

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    biological clock

    Il concepimento è un momento molto particolare e sono molte le donne che decidono di ritardare l’arrivo di un figlio. Per quale motivo? Prima di tutto le condizioni economiche, la necessità di finire gli studi o di trovar lavoro, e poi anche per via di un cambiamento culturale. Proprio ieri, per esempio, abbiamo detto che le mamme milanesi sono le più vecchie d’Europa. C’è però un piccolo problema: la fertilità ha gli anni contati e non è detto che il momento giusto sia tale anche per le ovaie.

    Ecco quindi il nuovo trend: sempre più persone ricorrono al congelamento preventivo degli ovociti, quello che alcuni addetti ai lavori chiamano “social freezing”. L’obiettivo è quello di mettere al sicuro le proprie “uova” per poter avere figli anche più in là nel tempo.

    Teniamo conto che a 23 anni ogni ovulazione si trasforma in una gravidanza nel 28% dei casi, a 39 anni nel 14%, a 40 nel 12%. Insomma, dopo i 30 anni la fertilità crolla nelle donne del 50 percento, e anche gli uomini hanno i loro bei problemi. Questo dimostra che le signore che decidono di crearsi il famoso libretto di risparmio per avere bambini, lo devono fare nei tempi giusti.

    Non si può, infatti, pensare di ricorrere al social freezing superati i 30 anni. Ci sono strutture che non accettano gli ovociti di donne con più di 35 anni. L’operazione più sensata sarebbe quella, tra i 20 e i 25 di ricorrere a questa tecnica. Ma quante sono le ragazze che ci pensano? Sono in aumento, ma non c’è ancora un dato preciso.

    Dolcetto o scherzetto?