Come riconoscere i sintomi dell’autismo infantile e a chi rivolgersi

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Autismo infantile sintomi

Non è facile parlare di autismo infantile e suoi sintomi, per tanti motivi. So bene che si tratta di uno spauracchio per molti genitori, talmente fa paura il pensiero che il proprio figlio sia affetto da una delle tante forme che vengono catalogate come appartenenti alla famiglia delle patologie autistiche, che spesso si rinuncia volontariamente a vederne i campanelli d’allarme. E questo sarebbe un grave errore, perché agendo in modo precoce, quindi entro i primi 3 anni di vita del bambino, si può fare molto per alleggerire la gravità del problema, e aiutare il piccolo a gestire nel modo migliore il suo disturbo.

Insomma, non bisogna fare come gli struzzi, solo perché fa male pensare che sia un’ingiustizia che questa malattia, da cui non si guarisce (ma con la quale si può imparare a convivere) sia capitata in dote al proprio bimbo. Proprio per affrontare con coraggio e forza d’animo l’avventura accanto a lui, aiutandolo e sorreggendolo, è fondamentale imparare a distinguere fin da subito i primi segnali che possono far sospettare qualcosa che non quadra. Vediamo, intanto cos’è l’autismo.

Autismo infantile: cos’è?

Per capire una malattia, la cosa migliore è partire dalla definizione ufficiale. A tal proposito, segnaliamo quella riportata sul sito dell’Ospedale Psichiatrico Bambin Gesù di Roma:
“L’Autismo infantile fa parte del gruppo dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (D.P.S), sindromi caratterizzate da una grave compromissione di più aree dello sviluppo infantile, insieme alla Sindrome di Asperger, alla Sindrome di Rett (che colpisce le bambine n.d.r.) e al Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato”
Una definizione dura, naturalmente, che, come si evince, si adatta a tante tipologie di autismo, alcune più leggere e recuperabili di altre. Purtroppo, come anticipato, non si guarisce dall’autismo, ma un bambino che ne sia affetto, con le giuste terapie, continui stimoli e tanto amore, può comunque ottenere molti risultati e aprirsi un pochino di più al mondo esterno. Per quanto riguarda le cifre, si stima che nasca 1 bambino autistico ogni 500, e che ne siano mediamente più colpiti i maschietti, Sindrome di Rett a parte. La causa è di tipo biologico, motivo per cui i genitori non si devono colpevolizzare, perché l’origine non è mai ambientale. Vediamo la sintomatologia.

Autismo infantile: quali sono i sintomi?

I sintomi dell’autismo e di tutte le patologie collegate, riguardano le tre aree fondamentali dello sviluppo del bambino, e si manifestano entro i primi 3 anni di vita:

  • Linguaggio e comunicazione: il bambino autistico non parla, o se lo fa, è per ripetere meccanicamente parole usate da altri, soprattutto adulti, o per creare giochi di parole con cui si trastulla da solo, totalmente scorporati dal contesto. Non associa i vocaboli corretti agli oggetti e la sua gestualità è superiore alla norma ma scombinata. A volte usa le mani degli adulti per indicare o prendere gli oggetti che desidera
  • Interazione sociale: punto dolente, il bambino autistico non si relaziona al mondo esterno. Non si volta se chiamato, non risponde ai gesti d’affetto, non ricambia gli abbracci dei suoi genitori, non è empatico e non si interessa, né partecipa degli eventi, anche emotivi, che riguardano gli altri. E’ uno dei segnali d’allarme più chiari dell’autismo
  • Interessi ristretti e comportamenti stereotipati: il bambino autistico non gioca come gli altri, non usa i giocattoli in modo corretto, non entra nel merito del funzionamento di un gioco. A volte si limita ad allineare oggetti in modo ripetitivo. Non manifesta immaginazione, né risponde agli stimoli nelle attività ludiche di gruppo. A volte può focalizzare l’attenzione in modo ossessivo su alcuni oggetti per via della forma o del colore

Per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo, esso appare disarmonico e comunque abbastanza compromesso. Anche se, come evidenziato, per esempio, dal bellissimo film Rain Man, il bambino autistico può sviluppare aree del cervello particolari e dimostrare del genio in quei settori, come la matematica nel senso di numeri, ma anche la musica o il disegno (un estro artistico che non è tanto dovuto alla creatività quanto, paradossalmente, alla totale mancanza). A livello caratteriale di solito è estremamente irritabile.

Autismo infantile: a chi rivolgersi?

Se riscontrate nel vostro bambino sintomi come quelli appena descritti, è assolutamente necessario che vi rechiate in un centro pediatrico specializzato per le malattie autistiche, a tal fine, dovrete chiedere al vostro medico di segnalarvi la struttura sanitaria più vicina a voi che si occupi di queste patologie. La diagnosi è lunga e prevede molti esami specialistici integrati (neurologici, psicologici, psichiatrici ecc. ). La terapia è anch’essa multifunzionale integrata. Saranno tanti gli specialisti che si occuperanno del bambino: logopedista, psicologo, terapisti della riabilitazione, psichiatri. Non ultima, si è rivelata utilissima per aiutare i bambini autistici la pet therapy, con l’ausilio degli animali. Avere un figlio autistico è un dolore grande, ma la cosa migliore che ogni genitore può fare, è quella di rivolgersi agli specialisti, seguire i loro consigli con fiducia e amare il proprio bambino esattamente così com’è, godendo di ogni piccolo miglioramento che, e questo è certo, arriverà.

Per ulteriori approfondimenti sull’autismo infantile, leggete anche:
Autismo: testosterone in gravidanza tra le cause scatenanti
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Autismo: farmaci inutili o dannosi per il 75% dei bambini
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Sabato 11/06/2011 da in

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