Come controllare la crescita del neonato e quando preoccuparsi

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    Crescita neonato

    Controllare il percorso di crescita del proprio figlio neonato a volte è fonte di stress per i neo genitori. Domandarsi se il suo aumento di peso e le sue dimensioni siano nella norma è più che giusto, anzi, necessario, ma ovviamente i parametri sono flessibili, poiché ci sono delle differenze individuali che sono assolutamente naturali. Dopo il calo fisiologico dei primi giorni di vita, il bebè riprende il suo trend positivo di crescita dopo una decina di giorni dal parto. Uno sviluppo che lo porterà ad acquistare, in media, tra i 120 e i 150g a settimana, cosicché, al compimento del primo anno, di solito un bambino pesa tre volte tanto quanto ha pesato al momento della nascita.

    Di solito i pediatri consigliano i genitori di pesare il loro bimbo una volta a settimana, appunto per valutare l’incremento ponderale regolare. Ma quando una mamma deve cominciare a preoccuparsi, se vede che il proprio neonato ha smesso di crescere? Esistono dei segnali che il bebè non riceve sufficiente nutrimento. Ecco i principali:

    • Peso inferiore a quello registrato alla nascita dopo due settimane
    • Crescita inferiore ai 400 g nel corso del primo mese di vita, e ai 500g nei 2 mesi successivi
    • Sporca meno di 6 pannolini al giorno (sia di pipì che di cacca) e la pipì si presenta molto concentrata e con odore pungente e le feci dure e asciutte
    • Piange dopo le poppate, come se non avesse ancora lo stomaco vuoto
    • Poppate troppo lunghe

    Se esistono tutti questi sintomi concomitanti, significa che il latte materno, o il latte formulato se il neonato viene allattato artificialmente, non sono sufficienti o sono troppo poveri. In ogni caso, la mamma deve rivolgersi al pediatra per valutare come migliorare l’apporto nutritivo al bebè e studiare metodi, eventualmente, per stimolare la propria produzione di latte o renderlo più nutriente (magari seguendo un’alimentazione ad hoc).