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Come aiutare i bambini a fare i compiti

Come aiutare i bambini a fare i compiti
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    Come aiutare i bambini a fare i compiti? Aiutarli in questo primo vero lavoro della loro vita è un impegno che spetta alle mamme e ai papà, i quali devono vigilare che i loro piccoli studino e facciano il loro dovere di bravi alunni anche fuori dall’orario scolastico. Tuttavia, a volte sembra davvero difficile riuscire a convincere i propri figli che quel surplus di impegno extrascolastico, in realtà è parte integrante del percorso di apprendimento, ma soprattutto un’attività che può rivelarsi divertente e stimolante. La maggior parte dei bambini sbuffa quando è ora di fare i compiti, oppure cerca in ogni modo di procrastinarlo o di liquidarlo in poco tempo. E sebbene in parte sia comprensibile, soprattutto quando la mole di compiti è eccessiva, un minimo di impegno è richiesto.
    Scopriamo come si possono aiutare i bimbi a fare i compiti al meglio delle loro possibilità, facendo che studino la lezione con entusiasmo e voglia di imparare.

    Per prima cosa è bene organizzare un buon ambiente di lavoro che sia destinato solo ed esclusivamente ai compiti. I bambini hanno necessità di ordine, per questo è bene che abbiano in cameretta, ma va bene anche un’altra stanza, l’essenziale è che possano accedervi in totale privacy e che sia sempre lì pronta per loro, una scrivania fornita di tutto l’occorrente per studiare e scrivere. Importante è che i mobili che scegliete siano comodi, che la sedia sia alla giusta altezza, che le luci siano adatte ai loro occhi e che siano posizionate in modo da non fare ombra quando scrivono. Quaderni, penne, matite, evidenziatori e quant’altro serva per le varie attività devono essere a portata di mano, così come tutti i libri, enciclopedie e dizionari devono essere a disposizione in uno scaffale a misura di bambino. Non fate fare i compiti ai bambini in soggiorno o in cucina, ovvero in un ambiente precario, non permettete che ci siano televisori o altro in sottofondo, e il pc si potrà accendere solo all’occorrenza (ad esempio per una ricerca, e sempre sotto la supervisione di un adulto che ogni tanto controlli).

    Stabilite un orario per i compiti, e siate piuttosto duri su questo. E’ utile anche realizzare una sorta di disco orario colorato e facile da leggere, in cui dividerete la giornata del bambino a seconda delle incombenze – scuola, compiti, palestra, merenda, nanna eccetera – da appendere in cameretta. Se, ad esempio, avete deciso che l’ora per i compiti scatta alla 4 del pomeriggio, non devono esistere scuse (se non rarissime e super motivate eccezioni), il bambino saprà che quella è l’ora di studiare e si abituerà da solo a smettere tutto il resto per fare il suo dovere.

    Senza invadere il suo spazio, cercate di controllare sempre che il bimbo faccia tutto quello che deve. Controllate il suo diario e fate capolino, ogni tanto, per vedere a che punto è dello studio. Partecipate alla sua preparazione, dimostratevi entusiasti delle cose che deve fare, e chiedete al vostro bimbo di parlarvi della sua ricerca, piuttosto che dell’esercizio di matematica che è riuscito a risolvere.

    In modo allegro, fate capire che imparare è una grande e bellissima avventura, e che siete orgogliosi di come la sua mente si stia “riempiendo” di informazioni nuove e importanti. Mostrate comprensione per la sua fatica e celebrate i suoi successi.

    Non fate MAI i compiti al posto dei vostri figli! Se ve lo chiedono, date l’aiuto e il supporto di cui hanno bisogno, date suggerimenti e aiutateli a cercare informazioni, se serve, ma non sostituitevi a loro. Non siete voi che dovete imparare la lezione, ma loro. Infine, un inganno di questo tipo va solo a loro scapito, ricordatelo.

    Quando notate uno sbaglio nei compiti è inutile prendersela o farli al posto loro. Meglio spiegare al bambino l’errore commesso e, con pazienza, rileggere per capire come mai è stato commesso. Se non capisce l’errore perché non siamo in grado di spiegarglielo facilmente, meglio lasciarlo intatto in modo che la maestra possa aiutarlo a comprendere il problema.

    Tornando sull’argomento controllo, è molto importante che i bambini si abituino all’autodisciplina e per riuscirci bisogna andare per gradi. All’inizio è inevitabile controllarli un po’ di più, verificando per esempio quali compiti sono stati assegnati per casa e incoraggiandoli a farli. Ma col passare del tempo dovranno imparare a gestirseli da soli, sapendo che è un loro dovere. In questo senso può essere utile lavorare sull’autostima del bimbo che dovrebbe sentirsi supportato dai genitori, che hanno il compito di mostrargli che si fidano di lui e gli concedono di conseguenza libertà di movimento e di gestione.

    In alcuni casi i bambini, distraendosi e manifestando ostilità nei confronti dei compiti per casa, manifestano un disagio. Potrebbero essere problemi nell’apprendimento o difficoltà dovute al rapporto con compagni o insegnanti. Se si sospetta qualcosa, è sempre meglio tenerli un po’ osservati cercando di capire se è il caso di approfondire coinvolgendo le maestre.

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