Come aiutare i bambini a camminare: consigli pratici

Ecco qualche consiglio utile e pratico per aiutare i bambini a fare i primi passi, a camminare in totale serenità.

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    Come aiutare i bambini a camminare, ecco alcuni consigli pratici a misura di mamma e papà. Sì, perché tra competizioni, vere o presunte, con fratellini e cuginetti, amichetti e conoscenti, false aspettative e false credenze, il momento in cui il piccolo di casa fa i suoi primi passi rischia di essere circondato da un alone di mistero e convinzioni completamente errate capaci di gettare anche i genitori più calmi e sicuri nel panico. Ecco qualche suggerimento perfetto allo scopo, per spronare i piccoli, sostenerli e incoraggiarli, ma senza pericolose forzature.

    Gattona o cammina?

    In realtà potrebbe tranquillamente fare entrambe le cose, prima gattonare e poi camminare, senza nessun problema. Infatti, molti bambini, solitamente dai cinque sei mesi in poi, cominciano a soddisfare la loro curiosità e voglia di scoperta del mondo esterno gattonando per casa. Molti altri, invece, saltano completamente questa fase, preferendo passare subito alle “cose serie”, cioè tentando, in modo precoce rispetto ad altri coetanei, a reggersi sulle gambette tutti da soli intorno agli 8-9 mesi. Non c’è quindi una regola fissa, c’è chi gattona e chi cammina prima, niente panico. Una sola curiosità: sembra che se entrambi i genitori o anche uno solo hanno cominciato a camminare in modo precoce, le probabilità che il figlio faccia la stessa cosa sono più elevate.

    Più libertà e meno ansia

    Suona come uno slogan propagandistico, ma è il consiglio migliore e più utile quando si tratta di aiutare un piccolo a fare i suoi primi passi. Sì, perché il bimbo, quando è in casa e in altri ambienti protetti, va lasciato libero di provare a muoversi in libertà, senza continui divieti che rischiano solo di farlo diventare più insicuro e pauroso. Il consiglio, per evitare ogni rischio, è di mettere lo spazio in cui il bambino ha il suo raggio d’azione il più possibile in sicurezza: ciò significa eliminare la maggior parte delle possibili fonti di pericolo, come prese elettriche aperte o spigoli vivi, vasi o altri oggetti a portata delle sue mani, per poi lasciarlo scorrazzare da solo.

    Assecondarlo e non forzarlo

    Il bambino, quando comincia a sperimentare i suoi primi passetti, per quanto sembri insicuro e traballante, va assecondato o, ancora meglio, incoraggiato, e non forzato, per nessun motivo. Incoraggiarlo significa guardarlo sorridendo, ma senza allarmismi o sguardi preoccupati mentre tenta i passetti, complimentarsi con lui per ogni piccolo traguardo ed evitare di drammatizzare in caso di eventuali incidenti di percorso. Incidenti di percorso, come le cadute per esempio, che fanno decisamente parte del gioco: prendere ogni botta o contusione come una tragedia contribuisce solo a rendere il piccolo più insicuro e ad alimentare le sue paure.

    Un aiuto, ma con cautela

    Se il girello è al centro, da parecchi anni, del dibattito tra favorevoli e contrari, esistono altri aiutini per il bambino che fa i suoi primi passi. Deambulatori travestiti da giochi o viceversa, come macchinine o camion, carrelli della spesa o passeggini dei bambolotti, che possono aiutare i piccolo a muoversi in modo più sicuro e stabile. Il tutto evitando di avere sempre bisogno di una superficie d’appoggio, come divani o mobiletti, o di chiedere la mano degli adulti, che non sempre è la soluzione migliore.

    Dolcetto o scherzetto?