Cognome della madre ai figli, la legge si blocca alla Camera

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    Cognome della madre ai figli, la legge si blocca alla Camera. L’obbligo del cognome paterno ai figli è un retaggio patriarcale a dir poco obsoleto in una società che guarda (o dovrebbe guardare) al futuro senza pregiudizi di genere. A proporne tempo fa l’abolizione ovviamente una donna, la deputata del Pd Michela Marzano, relatrice della proposta di legge, approvata all’unanimità in commissione Giustizia, che avrebbe permesso di registrare all’anagrafe il cognome di entrambi i genitori o di uno soltanto, compreso quello della madre. Peccato che la legge sia stata bloccata alla Camera e il voto rimandato a data indefinita dallo stesso Pd, suscitando una reazione contrariata nella deputata, che ha dichiarato di essersi sentita “tradita dai maschilisti nel Partito democratico.”

    Rinviata la proposta di legge sul cognome materno ai figli

    L’esame della proposta di legge della deputata Michela Marzano è stato rinviato a data indefinita. Quanto dovrà trascorrere prima che i genitori possano scegliere liberamente quale cognome attribuire ai figli, mettendo fine alla tradizione arcaica, di stampo patriarcale, che impone l’obbligo del cognome paterno? A quanto pare ci vorrà parecchio, se in un primo momento la legge aveva riscosso particolare successo, approvata all’unanimità in commissione Giustizia e definita “rivoluzionaria”, a un passo dal voto finale il Pd si è tirato indietro, optando per la sospensione a data indefinita. Una scelta dettata da una mentalità gretta e maschilista, come dichiarato dalla stessa Marzano: “”Questa legge fa paura agli uomini perché sconfigge il patriarcato. Ho visto deputati del Partito democratico che non hanno nemmeno letto il testo dichiarare di essere d’accordo con i parlamentari dell’opposizione. Si chiama maschilismo, e mi chiedo cosa ci facciano nel Pd se sono contrari a questa legge”.

    La legge sul cognome materno scatena polemiche

    In molti si sono scagliati contro la legge che consentirebbe di dare il cognome materno ai figli, chiedendone il rinvio in commissione. Fratelli d’Italia, Popolari per l’Italia, Udc e gran parte di Forza Italia non concordano affatto con la proposta rivoluzionaria, che a parere loro “porterà caos e conflitti nelle famiglie”. Numerosi rappresentanti del Pd si sono a loro volta schierati al fianco dell’opposizione, scatenando la rabbia della deputata democratica, ormai certa dell’approvazione: “Si proclamano grandi valori ma al momento del voto ci si tira indietro e si tradisce il messaggio di cambiamento. E anche di uguaglianza, dato il richiamo della Corte europea sulla questione del cognome”.

    Difatti l’obbligo del cognome paterno è severamente censurato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che lo definisce discriminatorio e fuori del tempo. Dopo il caso di Alessandra Cusan e Luigi Fazzo, cui era stato rifiutato il diritto di dare ai figli il cognome materno, con relativa condanna da parte della Corte Europea, lo stop alla legge della Marzano da parte del capogruppo Walter Verini (Pd) è l’ennesimo segnale di inciviltà, a riconferma che l’Italia è tuttora succube dei pregiudizi di genere, lontana anni luce dagli standard europei, in definitiva un paese a misura di soli uomini.