Cellule staminali del cordone ombelicale: a cosa servono?

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Cellule staminali cordone ombelicale donazione

Parliamo di ricerca medica e di cellule staminali del cordone ombelicale. Molte mamme e future mamme sanno già tutto della donazione del cordone del proprio neonato, sanno, cioè, che le cellule contenute in questo “tubo” che univa feto e placenta nell’utero materno e che, una volta che il bimbo è nato, sarebbe da gettare via, sono in realtà preziosissime. Il cordone è costituito da una sostanza gelatinosa di tessuto connettivo mucale, all’interno del quale sono contenuti i vasi sanguigni (una vena e due arterie) che, durante la gravidanza, avevano permesso il continuo scambio tra sangue materno e feto.

E sono proprio contenute nei residui ematici del cordone ombelicale le cellule staminali indifferenziate la cui conservazione è indispensabile per l’attività di ricerca e la possibilità di rigenerare tessuti danneggiati o colpiti da patologie. Vediamo perché.

Cellule staminali cordone ombelicale: a cosa servono?

Cellule staminali cordone ombelicale a cosa servono

A cosa servono le cellule staminali del cordone ombelicale? Intanto cosa sono. Sono cellule non differenziate (ovvero non specializzate), che proprio per questa caratteristica sono in grado di riprodursi in modo infinito trasformandosi in omologhe specializzate di qualunque parte del corpo. Possono diventare cellule del sangue, o cellule epatiche, cellule ossee o cellule della pelle. In buona sostanza, sono una riserva, praticamente già pronta, di potenziali “pezzi” di ricambio del corpo umano. Ecco perché ci servono e sono così importanti. Ed ecco perché, donarle, non costa nulla e può salvare la vita di molti. Vediamo come effettuare questo gesto d’amore.

Cellule staminali cordone ombelicale: donazione

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La donazione del cordone ombelicale serve per la conservazione delle sue cellule staminali. In Italia è previsto solo l’uso eterologo, ovvero al fine di metterle a disposizione di chi ne avesse bisogno, un po’ come quando si va a donare il sangue. In altri Paesi è possibile anche la conservazione autologa (solo per sé e la propria famiglia), e a tal scopo ci sono delle banche private, che se ne occupano, ma poiché ciò non è al momento possibile da noi, valuteremo solo l’altra opzione. Come si procede? Ci sono una serie di condizioni in cui la futura mamma deve trovarsi perché sia considerata idonea alla donazione: l’assenza di patologie di tipo familiare, parto dopo la 34ma settimana, febbre della madre durante il parto non superiore ai 38°, assenza di stress del feto o di malformazioni dello stesso. E’ necessario, poi, partorire in una delle 206 strutture sanitarie attrezzate per la raccolta del sangue dei cordoni che penseranno, poi, ad inviare il materiale in una delle 18 banche pubbliche (in aumento, però) specializzate nella crioconservazione delle cellule staminali. La madre, naturalmente, deve dare il suo consenso firmando un documento al momento della nascita del bebè. Il tutto, gratis. Facile, no?

A proposito di cellule staminali del cordone ombelicale e donazione dello stesso, leggete anche:
Il cordone ombelicale: perché donarlo?
Cordone ombelicale, conservazione o donazione?
Cordone ombelicale: le iniziative per sensibilizzare alla donazione

Dom 27/03/2011 da Paola Perria

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Mpavert 1 aprile 2011 23:24
Subtract karmaAdd karma

Un articolo molto interessante, ben scritto. Ma ho visto un altro sito con ulteriori informazioni su questo argomento: http://www.medical-tourism.eu

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