Celebriamo la festa della mamma con le poesie più dolci

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    La festa della mamma è un momento molto importante per celebrare la donna che ci ama di più al mondo: il miglior modo per farlo, sono le poesie più dolci e più belle da dedicarle.La mamma è infatti la persona su cui possiamo sempre contare e che ci aiuta e ci difende dai pericoli della vita. Cosa ne dite allora di dedicarle una poesia dolcissima e che lei conserverà per sempre? Sono tantissimi i poeti e gli scrittori che hanno voluto dedicare parole d’amore alle proprie mamme. Ecco per voi, e per lei, le poesie più belle per la festa della mamma.

    “Grazie mamma” di Judith Bond

    mamma e bambina piccola

    Grazie mamma

    perché mi hai dato

    la tenerezza delle tue carezze,

    il bacio della buona notte,

    il tuo sorriso premuroso,

    la dolce tua mano che mi dà sicurezza.

    Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

    hai incoraggiato i miei passi,

    hai corretto i miei errori,

    hai protetto il mio cammino,

    hai educato il mio spirito,

    con saggezza e con amore

    mi hai introdotto alla vita.

    E mentre vegliavi con cura su di me

    trovavi il tempo

    per i mille lavori di casa.

    Tu non hai mai pensato

    di chiedere un grazie.

    Grazie mamma.

    Judith Bond

    “Le mani della madre” di Rainer Maria Rilke

    le mani della mamma

    Le Mani della Madre

    Tu non sei più vicina a Dio

    di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende

    benedette le mani.

    Nascono chiare in te dal manto,

    luminoso contorno:

    io sono la rugiada, il giorno,

    ma tu, tu sei la pianta.

    Rainer Maria Rilke

    “Che cos’è una mamma” di Francesco Pastonchi

    mamma e famiglia

    Rititì lo vuoi saper tu

    Che cosa è una mamma?

    Nessuno, nessuno dei bimbi lo sa.

    Un bimbo nasce e …va.

    Lo sanno, ma forse, ma tardi

    quelli che non l’hanno più.

    Rititì che pensi e mi guardi,

    Rititì lo vuoi saper tu?

    Una mamma è come un albero grande

    che tutti i suoi frutti ti da:

    per quanti gliene domandi

    sempre uno ne troverà.

    Ti da il frutto, il fiore, la foglia,

    per te di tutto si spoglia,

    anche i rami si taglierà.

    Una mamma è come un albero grande

    Una mamma è come una sorgente.

    Più ne toglie acqua e più ne getta.

    Nel suo fondo non vedi belletta:

    sempre fresca, sempre lucente,

    nell’ombra e nel sol è corrente.

    Non sgorga che per dissetarti,

    se arrivi ride, piange se parti.

    Una mamma è come una sorgente.

    Una mamma è come il mare.

    Non c’è tesori che non nasconda,

    continuamente con l’onda ti culla

    e ti viene a baciare.

    Con la ferita più profonda

    non potrai farlo sanguinare,

    subito ritorna ad azzurreggiare.

    Una mamma è come il mare.

    Una mamma è questo mistero:

    tutto comprende tutto perdona,

    tutto soffre, tutto dona,

    non coglie fiore per la sua corona.

    Puoi passare da lei come straniero,

    puoi farle male in tutta la persona.

    Ti dirà: “Buon cammino bel cavaliero!”

    Una mamma è questo mistero.

    “La madre” di Giuseppe Ungaretti

    la madre in attesa

    E il cuore quando d’un ultimo battito

    avrà fatto cadere il muro d’ombra

    per condurmi, Madre, sino al Signore,

    come una volta mi darai la mano.

    In ginocchio, decisa,

    Sarai una statua davanti all’eterno,

    come già ti vedeva

    quando eri ancora in vita.

    Alzerai tremante le vecchie braccia,

    come quando spirasti

    dicendo: Mio Dio, eccomi.

    E solo quando m’avrà perdonato,

    ti verrà desiderio di guardarmi.

    Ricorderai d’avermi atteso tanto,

    e avrai negli occhi un rapido sospiro.

    “A mia madre” di Edmondo De Amicis

    madre con bambino

    Non sempre il tempo la beltà cancella

    o la sfioran le lacrime e gli affanni

    mia madre ha sessant’anni e più la guardo

    e più mi sembra bella.

    Non ha un accento, un guardo, un riso

    che non mi tocchi dolcemente il cuore.

    Ah se fossi pittore, farei tutta la vita

    il suo ritratto.

    Vorrei ritrarla quando inchina il viso

    perch’io le baci la sua treccia bianca

    e quando inferma e stanca,

    nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

    Ah se fosse un mio prego in cielo accolto

    non chiederei al gran pittore d’Urbino

    il pennello divino per coronar di gloria

    il suo bel volto.

    Vorrei poter cangiar vita con vita,

    darle tutto il vigor degli anni miei

    Vorrei veder me vecchio e lei…

    dal sacrificio mio ringiovanita!

    Foto da publicdomainpictures.net