Bullismo in aumento nelle scuole italiane, allarme di Eurispes e Telefono Azzurro

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Bullismo

E’ allarme bullismo nelle scuole italiane, un triste e preoccupante fenomeno in crescita e costante mutazione. Sono diverse e spesso molto più sottili che in passato le forme in cui si manifesta la violenza serpeggiante tra le aule degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Modalità di prevaricazione che si esprimono attraverso l’aggressività fisica e verbale di bambini e adolescenti sui loro coetanei, ma anche tramite forme subdole di isolamento, di derisione, anche con l’ausilio di strumenti quali internet e cellulari, molto più difficili da scoprire e, conseguentemente, reprimere.

A sollevare la questione sono stati Telefono Azzurro ed Eurispes, alla luce dei risultati di una indagine statistica effettuata su 3100 studenti italiani in età compresa tra i 7 e i 19 anni, da cui è emerso che nel 2010 il trend di diffusione del fenomeno è in crescita. In quest’anno, infatti, ben il 39,1% dei bambini è stato spettatore di episodi di bullismo in ambito scolastico, il 27,9% è stato oggetto di offese gratuite e il 27,4 di tentativi di prevaricazione e dileggio, il 20,4% di diffusione di notizie false e diffamatorie sul proprio conto, infine il 152% si è visto allontanare e isolare dal proprio gruppo di riferimento.

Percentuali davvero preoccupanti. “Nel 2010 è stato rilevato un aumento in termini quantitativi del bullismo – spiegano Ernesto Caffo e Gian Maria Fara, coordinatori della ricerca – il 25,3% degli adolescenti italiani è stato più volte vittima di provocazioni e prese in giro da parte di uno o più compagni”. Un quadro davvero sconsolante, a cui è difficile porre rimedio. Sicuramente una buona politica sarebbe quella di fornire tutti gli istituti scolastici di figure di sostegno psicologico a cui i bambini e gli adolescenti vittime di bullismo possano fare riferimento e domandare aiuto.

Difficile, in un momento in cui si assiste ai massicci tagli dei fondi scolastici, immaginare che una scelta politica di questo tipo possa essere messa in preventivo. I genitori hanno da parte loro il compito di stare vicino ai figli, osservare il loro comportamento sì da rilevare sintomi che possano far risalire ad episodi di abusi subìti, ma anche, eventualmente, perpetrati. Occhi aperti e polso fermo, poi, da parte degli insegnanti.

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Sab 18/12/2010 da Paola Perria

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