NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Bonus bebè: le mamme italiane non lo usano!

Bonus bebè: le mamme italiane non lo usano!
da in Attualità per mamme, Bonus famiglia, Congedo parentale, Maternità
Ultimo aggiornamento:

    Bonus bebè Italia

    Il bonus bebè 2013 non ha sortito l’effetto sperato, le mamme italiane non lo usano, non l’hanno sfruttato appieno e, se continua così, rischiano di non sfruttarlo nemmeno per il 2014. Un contributo previsto per il 2013, il 2014 e il 2015, teso a incentivare e ad agevolare il rientro al lavoro delle neo mamme. 300 euro al mese per sei mesi dopo il rientro dal periodo di maternità obbligatori, utilizzabili per coprire le spese dell’asilo nido o della babysitter.

    60 milioni di euro stanziati per coprire i tre anni di bous per le mamme lavoratrici: 20 milioni di euro ripartiti equamente tra il 2013, il 2014 e il 2015. Ma i risultati ottenuti fin ora? Scarsi, anzi, scarsissimi. Basti pensare che dei 20 milioni di euro dedicati al 2013, sufficienti per coprire la richiesta di bonus bebè da parte di 11 mila donne, ne è stato speso meno della metà, cioè il 37%. Infatti, sono arrivate poco meno di 4mila domande, per la precisione 3.762, agli organi competenti.

    Nel decreto 22 del dicembre 2012 e nella legge Fornero, la 92 del 2013, sono stati previsti incentivi su misura per le neo mamme lavoratrici, per favorirne il rientro al lavoro dopo il congedo obbligatorio di maternità. In particolare, è stata prevista l’erogazione di un contributo da 300 euro per sei mesi alle neo mamme che scelgono di rientrare al lavoro dopo la maternità senza richiedere il congedo parentale facoltativo (retribuito al 30% dall’ente previdenziale competente) per contribuire alle spese per babysitter e asilo nido.

    Un’ottima opportunità, che però solo una scarsa percentuale delle neo mamme italiane ha saputo cogliere. Le mamme italiane sono tutte così ricche e non hanno bisogno di incentivi economici oppure l’attaccamento al bimbo supera anche la voglia e la necessità di tornare al lavoro? Non proprio.

    Come spesso accade in Italia, un mix deleterio di scarsa informazione ed eccessiva burocratizzazione ha minato alla base il successo dell’iniziativa.

    Se da un lato la confusione sui termini e le condizioni per accedere e ottenere l’incentivo ha regnato sovrana, dall’altro la scarsità delle strutture per l’infanzia convenzionate e le modalità per la richiesta hanno completato l’opera. Infatti, come sottolineato recentemente da un’onorevole, Vittoria d’Incecco del Partito Democratico, che ha acceso i riflettori sulla questione, concentrare la possibilità di fare richiesta in un solo giorno (l’anno scorso era il 28 luglio 2013) e ridurre a uno solo, internet, il mezzo per inoltrarla, ha fatto demordere molte neo mamme. Se si somma anche la scarsa informazione e la mancata pubblicizzazione adeguata della possibilità si chiariscono facilmente i contorni della vicenda.

    SCOPRI TUTTO SULLA MATERNITA’ FACOLTATIVA

    490

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Attualità per mammeBonus famigliaCongedo parentaleMaternità
    PIÙ POPOLARI