Bimba di 2 anni ‘insegna’ a camminare al papà colpito da ictus

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    Bimba insegna a camminare al papa

    Un papà immobilizzato e una bimba di 2 anni che gli ‘insegna’ a camminare, proprio nel senso di re-imparare a muovere i primi passi. E’ commovente e straordinaria la storia di una questa famigliola in cui i ruoli tra un genitore e sua figlia sembrano ribaltarsi, proprio come nel film “A proposito di Henry”, con un bravissimo Harrison Ford che interpreta il ruolo di un uomo che dopo un’aggressione perde la memoria e impara nuovamente a leggere e a scrivere grazie alla figlia. Ma se quello era semplicemente un film, questa che stiamo per raccontarvi è una storia vera, e bellissima perché a lieto fine.

    Il dramma di papà Mark Ellis

    Cominciamo dall’inizio, da due anni fa: abbiamo un giovane padre inglese di soli 22 anni, Mark Ellis, che felicemente corona il suo sogno d’amore con Amy, 32 anni, la quale dà alla luce la loro prima figlia, una bella bimba che viene chiamata Lola-Rose. Poi, il dramma. Mark è un ragazzo morigerato, come racconterà poi la moglie, non beve, non fuma, né fa uso di droghe. E’, in buona sostanza, un giovane uomo perfettamente sano. Eppure, accade l’imponderabile: Mark viene colpito da ictus.

    Il malore comincia con un forte mal di testa, ma poi il quadro clinico precipita. La causa dell’ictus, come accertano i medici che lo assistono, era un da un coagulo, un trombo di sangue, davvero di dimensioni inusuali in una persona così giovane e senza problemi fisici apparenti. “Ha poche possibilità di sopravvivenza. Il suo cuore non reggerà”, comunicano ad Amy in ospedale. Ma mentre la donna si prepara al peggio, inaspettatamente Mark sopravvive al suo ictus, ma rimane in quella che viene definita la “sindrome dell’uomo incarcerato”, ovvero, totalmente paralizzato dal collo in giù. Un dramma nel dramma.

    Mark si riprende dall’ ictus

    Mark Ellis, pur cosciente, si trova in una condizione terribile e, stando alla sentenza dei medici, senza ritorno. E’ prigioniero del suo corpo, che non può muovere ad eccezione delle palpebre. “Non ci sono grandi possibilità di miglioramento, i sintomi resteranno”, dicono gli esperti alla moglie Amy, gettandola nella più cupa disperazione. Ma le cose sono destinate a cambiare nel giro di poco tempo. Tanta forza di volontà, e la presenza e l’esempio della sua piccola Lola-Rose, danno a papà Mark quella spinta indispensabile per riprendere la funzionalità dei suoi muscoli. Dopo otto mesi l’uomo lascia l’ospedale avendo acquistato una buon autonomia. Ora rimane seduto e riesce ad alzarsi in piedi, mangia da solo. Un miracolo? Non proprio.

    Mark parla e cammina grazie alla sua bambina

    Mark Ellis è riuscito a muoversi di nuovo grazie alla fisioterapia riabilitativa e all’ausilio del deambulatore, ma ancora non muove un passo da solo, e non parla. Secondo i medici questi ulteriori recuperi sono quasi impossibili. Ma non per l’uomo, che ha un asso nella manica: la sua bambina. Una volta rientrato a casa, in famiglia, Mark comincia a guardare la piccola Lola-Rose come un esempio. Anche la sua piccolina sta imparando a parlare, e a camminare, e all’uomo non resta che provare ad imitarla.

    Inizia sillabando, e poi arrivano le prime parole comprensibili, e soprattutto, circa una decina di giorni dopo che la sua bimba ha preso a muovere i primi passi… anche Mark la segue a ruota! “Un recupero inaspettato e notevole. In questo caso l’influenza della figlia è stata determinante”, spiega Srivas Chennu, neuroscienzaito dell’Università di Cambridge. Non solo, la moglie Amy racconta che il marito e la figlia: “Usano giocattoli, libri e l’iPad per imparare come si fanno le cose e come comunicare”. Una storia bellissima e piena di speranza, non c’è che dire!