Bambino pigro: consigli utili per i genitori

da , il

    bambini pigri stile di vita

    Il bambino è pigro o, meglio, sembra svogliato e quasi annoiato. Niente paura, a ogni età con i consigli giusti per i genitori la pigrizia o i suoi primi accenni sono un’eventualità facilmente risolvibile. Ecco qualche suggerimenti ad hoc, qualche informazione preziosa per decidere meglio il da farsi.

    La pigrizia non ha età?

    Forse sì. Infatti, per definire un bambino pigro, nel vero senso della parola, è necessario attendere qualche anno. I bambini molto piccoli non possono essere tacciati, davvero di pigrizia, ma solo di mancanza di stimoli, di scarsa propensione al gioco e alle attività, di carente curiosità e recettività nei confronti degli stimoli esterni.

    Il bambino è pigro se…

    L’identikit del piccolo pigrone è presto fatto. Si può definire un bambino pigro se non mostra curiosità e interesse verso il mondo che lo circonda. Se non ha troppa voglia di fare e scoprire. Se scarseggia la sete di scoperta e di esplorazione, la curiosità verso le cose e le persone che gli stanno intorno.

    Niente paura

    Il primo consiglio prezioso è: niente panico. Meglio non farsi prendere dalle classiche paure e ansie, tipiche dei genitori, del “non faccio abbastanza”. La pigrizia nei bambini è un’eventualità che seppur poco frequente non è impossibile. Ma, soprattutto, non è decisamente irreversibile, anzi. Con gli stimoli giusti si può trasformare solo in una fase, magari meno attiva di altre, della sua crescita.

    Perché è importante ricordare e sottolineare che la pigrizia non è una malattia o un sintomo che deve destare preoccupazione o ansie. E, nemmeno il sintomo di una carenza cognitiva o intellettiva, anzi: spesso sono proprio i piccoli più intelligenti a sembrare pigri perché si annoiano più facilmente rispetto ai coetanei.

    Alcuni consigli utili

    Due i fattori da considerare come possibili cause scatenanti della pigrizia del bimbo: la paura del fallimento e la mancanza di motivazione. In questi casi, i genitori dovrebbero stimolare il piccolo a fare, a sperimentare e scoprire, per esempio organizzando una caccia al tesoro, ma senza caricarlo di ansie eccessive, senza forzature, per non bloccarlo e inibirlo ulteriormente; fondamentale non farlo sentire giudicato o messo sotto la lente d’ingrandimento.

    La pigrizia potrebbe essere solo una fase passeggera, soprattutto se si tratta di bambini molto piccoli. Quindi, meglio aspettare qualche mese prima di prendere provvedimenti, per vedere come si evolve la situazione.

    La parola d’ordine è proporre, quella vietata è imporre: mamma e papà dovrebbero proporre attività stimolanti al piccolo, ma assecondando le sue preferenze e i suoi tempi, evitando forzature e imposizioni.

    A ciascun stimolo e attività la sua età: le esperienze, così come i giochi fai da te o meno, da proporre vanno calibrate e graduate in base all’età del piccolo e al suo grado di maturazione psicofisica.