Bambini vittime della crisi: il 20% è a rischio povertà

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I bambini poveri sono sempre più numerosi e purtroppo sono i piccoli a pagare il prezzo più salato di questa crisi sta affondando il Paese. A sostenerlo è il secondo «Atlante dell’infanzia a rischio» pubblicato poco prima della Giornata dell’Infanzia da Save the Children. I dati, purtroppo, fanno davvero temere il peggio perché si parla di un 20% a rischio povertà e di un 18% che già vive in questa situazione. Questi piccoli rappresentano il 17% della popolazione totale del paese. Come sempre ci sono delle differenze tra Nord e Sud e in Meridione, un piccolo su due è in povertà assoluta.

La Sicilia è la Regione messa peggio, seguita dalla Campania e dalla Basilicata. Le Regioni più ricche sono Lombardia (7,3%), Emilia Romagna (7,5%) e Veneto (8,6%). Resta però il fatto che, nonostante il benessere, nel Nord Est il 7% delle famiglie con minori dichiara di aver difficoltà a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni.

Oltre al problema economico, resta il problema dell’inquinamento: le nostre città non sono a misura di bambino. Solo nella Capitale, a Roma, si contano circa 450 mila minori e 1 milione 890 mila macchine, per un tasso di 4,2 macchine per bambino. I comuni più cementificati sono Roma, Venezia, Napoli e Milano.

Male anche la formazione scolastica. Sono ancora alti i tassi di abbondono. La Regione posizionata peggio è nel Nord il Trentino Alto Adige con la città di Bolzano: il 18 per cento lascia la scuola a soli 14 anni per andare a lavorare. Nel Sud, troviamo regioni come Sardegna, Puglia, Campania e Sicilia in cui 1 ragazzo su 4 molla gli studi.

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Ven 18/11/2011 da Valentina Morosini

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