Bambini, vietato reprimere le emozioni negative

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    I bambini devono poter liberare ciò che hanno dentro. Spesso le emozioni negative non vengono manifestate a dovere e ciò comporta un percorso di crescita difficile, che giunge a un’adolescenza piena di paure e insicurezze. Cosa comporta? Ovviamente reazioni violente. Una reazione tipica e diffusa, soprattutto nell’universo maschile, che costringe educatori e parenti ad altrettanta rabbia, punizioni e/o sgridate nei confronti del giovane. Ovviamente questo non può essere il modo giusto in cui crescere i figli. Ecco alcuni suggerimenti di Nancy McElwain, professore associato per lo sviluppo umano dell’Università dell’Illinois (USA), elaborati durante uno studio su questa tematica.

    Sono stati esaminati più di cento bambini che a loro volta facevano parte di uno studio sull’emotività dei bambini e del loro rapporto genitori/figli. E’ stata fatta un’analisi progressiva nel corso degli anni, per capire come le emozioni venivano realmente vissute.

    I giovani, soprattutto maschi, potrebbero aver bisogno di aiuto da parte dei loro genitori per lavorare attraverso le emozioni di rabbia e timore. Punire i bambini per la loro rabbia e frustrazione o agire come se i loro timori siano stupidi o soggetti a vergogna, possono portare a interiorizzare quelle emozioni negative che, di conseguenza, porteranno ad altri problemi di comportamento», spiega Nancy McElwain.

    Ciò è stato reso palese dallo studio è che insegnare ai propri bambini a reprimere le emozioni è deleterio. I bambini (e quindi i ragazzi) devono imparare che le proprie emozioni, anche se apparentemente negative, sono parte di loro e non devono essere né scacciate né demonizzate, ma semplicemente accettate. Un percorso complesso anche per molti adulti.