Bambini obesi se la mamma lavora?

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    Se la mamma lavora un bambino ha più possibilità di diventare obeso. Secondo recenti studi USA infatti, i piccoli che trascorrono molto tempo senza la presenza della mamma sarebbero stimolati a mangiare di più e peggio. Il problema principale è che le donne che lavorano, molto spesso non hanno tempo sufficiente per preparare dei menu sani ai loro bambini con il risultato che i piccoli consumano spesso cibi precotti o, peggio, del fast food.

    Un importante studio ha voluto indagare le abitudini alimentari dei bambini che hanno mamme che lavorano e sarà pubblicato a dicembre su Economic and Human Biology. La ricerca è stata svolta dai ricercatori della Cornell University (Ithaca, New York) ed ha preso in considerazione la situazione di quasi 25mila donne con almeno un figlio minore di 18 anni.

    Secondo i risultati anche solo 17 minuti in meno spesi al giorno per cucinare, possono trasformarsi in chili di troppo per i figli.

    Se negli USA la situazione non è incoraggiante, in Italia si ribalta il problema: “In alcuni dei pochi studi sul rapporto fra lavoro materno e dieta dei bambini — sottolinea Margherita Caroli pediatra e responsabile dell’Unità operativa di nutrizione Asl di Brindisi — si è osservata una tendenza opposta a quella americana: i figli di donne lavoratrici sono meno in sovrappeso degli altri. Forse il maggior tempo mediamente dedicato alla tv dai figli di casalinghe (tendenza condivisa con le mamme) è uno dei fattori coinvolti. Però, in accordo con lo studio americano, c’è da dire che il poco tempo a disposizione delle madri lavoratrici può effettivamente essere d’ostacolo alla realizzazione di menu “buoni” per la salute e il palato. In questi casi, diventa ancora più importante la pianificazione dei pasti, meglio se condivisa con i bambini, che così sanno che cosa “aspettarsi”. Pianificare aiuta anche ad assicurare la varietà, che non significa tanti piatti diversi nello stesso pasto per soddisfare i gusti di ciascuno, ma alternare i piatti nella settimana, prevedendo con una certa frequenza pesce e legumi, non sempre sufficientemente presenti nella dieta”.

    “Mangiare in famiglia vuol dire condividere idee, affetto, quotidianità e anche lo stesso cibo, accontentando, a turno, un po’ tutti”, sottolinea invece Maria Grazia Strepparava, professore di psicologia clinica, Facoltà di medicina di Milano-Bicocca .

    La psicologa rassicura anche le mamme che non perdono ore ogni giorno a cucinare: essere una brava madre non dipende certo dal numero di manicaretti che possiamo cucinare ai nostri piccoli ma è ben altro. Parlando di alimentazione inoltre, i piatti migliori e più consigliati per i bambini sono quelli più semplici, anche più facili e veloci da preparare.

    Dolcetto o scherzetto?