Bambini italiani in buona salute, ma sempre di meno

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    Bambini italiani sani ma pochi

    Bambini sani, ma culle sempre più vuote, questa potrebbe essere la sintesi dello studio intitolato “Libro bianco 2011, la salute dei bambini”, che raccoglie i dati forniti dalla Società italiana di Pediatria (SIP), dall’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e infine della Società italiana Medici Manager, appena presentato nella Capitale. Spulciando le statistiche, si scopre che dal 1871 (un decennio dopo l’Unità d’Italia) al 2011, la natalità nel nostro Paese si è più che dimezzata, tanto che ora ci assestiamo su una media di 9,5 neonati ogni 1000 abitanti.

    Si tratta di una percentuale bassa anche nel mondo industrializzato, se pensiamo che nella vicina Francia la media è di 12,8 bebè per 1000 abitanti. Un trend costantemente negativo peggiorato dalla crisi economica e anche dalla mancanza di politiche familiari efficaci, come ribadisce Walter Ricciardi dell’Università del Sacro Cuore: “L’Italia non è un Paese a misura di bambino, tutte le politiche del welfare non sono orientate ai bisogni dell’infanzia e non incentivano le giovani coppie a metter su famiglia”.

    Prova ne sia che le regioni d’Italia in cui si assiste ad un tasso di natalità leggermente superiore sono nel Nord, dove ci sono maggiori incentivi per le coppie di genitori e anche più strutture per i bimbi, come il Trentino Altro Adige e la Val d’Aosta, ad esempio. Di contro, però, il documento rivela anche che la salute dei minori è molto buona, in media, e che i tassi di mortalità infantile e neonatale sono crollati ai minimi storici, anche se si registrano delle differenze territoriali significative.

    Se i punti nascita di Trento sono quelli in cui i casi di decessi di neonati sono i più bassi, la maglia nera va invece ai punti nascita della Calabria. Vi è un altro dato su cui sarebbe importante riflettere, seppur sani, i bambini italiani si segnalano per un cattivo rapporto con la bilancia.

    I problemi di sovrappeso e obesità sono in aumento, specialmente tra le bimbe, e l’alimentazione seguita dalla maggior parte dei minori non è adeguata alla loro età né dal punto di vista nutrizionale, né da quello quantitativo. Insomma, luci ed ombre, come del resto già sapevamo, comunque sia, è importante dare particolare risalto ai progressi della medicina infantile, che a tutt’oggi permette a bambini che fino a qualche generazione fa erano destinati a morte certa, di crescere e condurre una vita normale.