Bambini iperattivi: le cause sono sia genetiche che ambientali

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    Iperattivi sono sbrigativamente definiti quei bambini affetti dalla Sindrome da Deficit di attenzione e Iperattività (ADHD). Un disturbo dell’apprendimento e del comportamento, che provoca nei piccoli che ne soffrono una incapacità a concentrarsi su qualunque argomento (il che inficia, naturalmente, il loro rendimento scolastico) e un una vivacità eccessiva e ingestibile. Neurologi, psichiatri e pediatri hanno nel tempo cercato non solo di arginare il problema, non di rado con un ricorso ai farmaci gratuito e inutile, ma soprattutto di comprenderne la causa.

    Origine genetica o ambientale? Una risposta sembra giungere ora dai ricercatori della Case Western Reserve University (Cleveland, Ohio, USA) che analizzando 271 coppie di gemelli, sono giunti alla conclusione che all’origine della malattia ci siano siano sia deficit genetici che fattori ambientali.

    Nello specifico, a determinare i problemi cognitivi relativi all’apprendimento della lettura sarebbero cause ereditarie, genetiche, mentre le difficoltà in ambito matematico deriverebbero da cause esterne, prettamente ambientali.

    Per giungere a tale conclusione, gli scienziati hanno valutato attentamente le abilità linguistiche e matematiche delle coppie di gemelli attraverso dei test, scoprendo che mentre alcuni geni influiscono sulla malattia in generale, altri fattori incidono solo per alcuni aspetti specifici.

    “In futuro – hanno commentato i ricercatori americani – vogliamo studiare se è possibile modificare questi legami tra ADHD e risultati scolastici”. E certo, anche questo è un importante passo avanti nella ricerca di nuove terapie per aiutare i bambini iperattivi nella lotta contro il loro disturbo. I dati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Psycological Science.