Bambini inappetenti? Per stimolarli basta applicare la “formula dei 6 colori”

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    Formula 6 colori bambini

    Quanti genitori si ritrovano a combattere con i propri bambini inappetenti? Sicuramente tantissimi, e la lotta per farli mangiare a volte è proprio ardua. Piccoli che sembrano non conoscere lo stimolo dell’appetito, che storcono il nasino davanti ai piatti più prelibati, che giusto si limitano a mangiucchiare due pennette, lasciando il resto del delizioso piatto di pasta al sugo praticamente intatto. E la frutta e la verdura, poi, neppure prese in considerazione, per lo sconforto di mamma e papà. Cari genitori disperati, e se il segreto fosse tutto nei “colori”?

    Secondo quanto scoperto da uno studio USA, condotto dai ricercatori della Cornell University (New York), esiste una “formula magica” per indurre l’appetito nei bambini, la “formula dei 6 colori per 7 alimenti”. In pratica, è stato studiato che avere nel piatto tante piccole porzioni di cibi diversi e colorati, avrebbe un tale impatto visivo positivo e stimolante dei piccoli, da provocare in loro anche il desiderio di mangiare l’allegro pasto che si trovano davanti.

    La mente dei bimbi è diversa rispetto a quella degli adulti, e se a noi “grandi” l’acquolina in bocca ce la fanno venire appetitosi intingoli e profumate porzioni di cibi elaborati, i piccoli prediligono le forme piccole, ben distinte e distinguibili tra loro, e di tanti colori diversi. Lo studio americano, per arrivare a stabilire la formula dei 6 colori, ha effettuato una sperimentazione su due gruppi, uno di bambini in età pre-adolescenziale (23), e uno di adulti (46).

    A tutti i partecipanti sono state fatte visionare delle immagini che rappresentavano 48 diverse combinazioni di alimenti, diverse anche nella presentazione, per valutare l’impatto più o meno stimolante sull’appetito che avevano. Alla fine, raccogliendo i dati si è proprio visto quanto siano notevoli le differenze tra piccoli e grandi, perché se un bel piatto di spaghetti fumanti al sugo aveva un impatto considerevole sull’appetito degli adulti, lo stesso non si poteva affermare per i bimbi.

    Alla fine, il il segreto sta proprio nel rendere il momento del pasto un gioco, in cui anche il cibo può costituire fattore gratificante per tutti i sensi del bambino, non solo quello del gusto. Credo (ma questa è una mia intuizione), che questo dipenda anche dal fatto che ancora i piaceri del palato non sono stati scandagliati dal piccolo, che perciò, per la scelta di cosa mangiare, non si basa sull’esperienza (che non ha, al contrario dei grandi), ma solo su ciò che vede al momento davanti ai suoi occhi. E se ciò che vede gli piace, il gioco è fatto!