Bambini e incidenti domestici, i consigli dei pediatri per evitarli

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    incidenti domestici nei bambini

    Gli incidenti domestici che coinvolgono i bambini sono sempre di più nonostante con qualche piccola attenzione sia possibile e anche facile evitarli. Alcuni incidenti possono avere delle conseguenze lievi e procurarvi solo un bello spavento mentre altri possono mettere a rischio la vita del vostro bambino. Gli incidenti domestici che più frequentemente coinvolgono i bambini sono cadute, tagli, ustioni o scottature, soffocamento o annegamento, avvelenamenti e folgorazioni. Dai dati di una recente ricerca inoltre, è emerso come le intossicazione riguardano per il 44% dei casi, i bimbi al di sotto dei cinque anni e che avvengono soprattutto tra le mura domestiche.

    I bambini non hanno il senso del pericolo e proprio per questo sono portati ad “assaggiare” qualsiasi cosa gli capiti a tiro, anche sostanze velenose o pericolose. Ricordate quindi che questi incidenti sono causati soprattutto dalla disattenzione dei genitori che sottovalutano la presenza di minacce in casa.

    “E’ compito primario dei Pediatri – aveva detto qualche tempo fa il Dottor Giuseppe Di Mauro, della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – educare alla prevenzione e alla gestione degli incidenti. Questi infortuni sono quasi sempre una forma di “incuria”, anche se inconsapevole che, come tale, potrebbero essere evitati”.

    La Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) ha quindi deciso di dare qualche semplice consiglio ed indicazione ai genitori. La prima cosa da evitare è che i bambini possono trovare elementi tossici alla loro portata; i medicinali, i pesticidi e i detersivi devono essere posizionati in un luogo in cui il bambino non può arrivare.

    Da sottolineare anche che “a favorire gli incidenti domestici – dice il Dottor Angelo Milazzo, pediatra e componente della Segreteria regionale SIPPS-Sicilia – sono cause di natura prevalentemente “sociale” quali uno status socio-economico-culturale svantaggiato, problemi psichici e comportamentali e un elevato livello di stress all’interno del nucleo familiare”.

    Attenzione anche alle date di scadenze dei cibi o dei farmaci somministrati. In caso di avvelenamento non si deve cercare di indurre il vomito ma semplicemente chiamare il medico o portare il bambino al pronto soccorso.

    Come sottolinea Angelo Milazzo, della Sipps, infatti, “a preoccupare i pediatri sono i dati più recenti relativi agli avvelenamenti in Italia: come segnalato dai Centri Anti Veleni, ogni anno vengono registrate oltre 67.000 richieste di consulenza e nel 44% dei casi si tratta di bambini sotto i 5 anni di età”.

    Dolcetto o scherzetto?