Bambini e asma: smog e stile di vita le cause principali

I bambini soffrono di asma bronchiale 5 volte in più rispetto agli anni settanta. Un trend in costante aumento che deve essere fermato. L’allarme stavolta arriva dall’XI° Congresso Nazionale di Pneumologia e ripete ciò che già i dati internazionali avevano evidenziato nei mesi scorsi: la colpa è dell’ambiente malsano in cui vivono. I bambini respirano infatti smog camminando in strada; la casa è piena di sostanze tossiche ed irritanti; a scuola respirano più polveri sottili che all’aperto. Oggi l’asma riguarda tre milioni di italiani: grandi e piccoli, ma nonostante le varie campagne informative e preventive, i bambini rappresentano una grande fetta di questi malati. Ma allora che fare?
Stefano Centanni, presidente della Società italiana di Medicina Respiratoria promotrice del Congresso, spiega: “i cambiamenti ambientali, l’inquinamento delle città, l’alimentazione sbagliata ed il fumo passivo (compreso quello assorbito in epoca prenatale!), stanno modificando l’organismo dei bambini: addirittura questi fattori potrebbero cominciare a condizionare il sistema immunitario facilitando una sensibilizzazione allergica addirittura in utero e poi nelle prime fasi di vita”.
Noi genitori possiamo fare molto: impegnandoci a modificare in modo salutare l’alimentazione dei nostri figli ad esempio. Frutta e verdura, possono aiutare a mantenere l’organismo dei bambini più forte; possiamo eliminare il fumo di sigaretta dalla nostra vita.
Abbiamo anche il dovere di non permettere ai nostri figli di ingrassare troppo: i chili in eccesso possono complicare la fisiologica capacità della gabbia toracica e del polmone di dilatarsi correttamente.
Laddove possibile è anche importante evitare di inquinare, utilizzando l’autovettura privata il meno possibile.
Nel frattempo, occorre prestare attenzione ai sintomi: crisi respiratorie, tosse, specie notturna, raffreddori che non passano mai, sibili, senso di oppressione al torace. Dopo una diagnosi certa sarà possibile attivarsi con delle terapie appropriate, a base di farmaci broncodilatatori ed antinfiammatori.
E’ il caso di analizzare le condizioni di salute e la respirazione dei nostri bambini, proprio in questo periodo, in cui si manifestano contemporaneamente i primi raffreddori, le para-influenze e l’influenza stagionale, ma anche e soprattutto l’asma allergica, come quella dovuta agli acari della polvere. Ad ottobre in genere c’è un picco.
Fonte | La Repubblica
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Ven 22/10/2010 da Cinzia Iannaccio in Asma Bambini



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