Bambini e alimentazione: le mamme italiane superano la prova

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    Bambini e alimentazione: le mamme italiane superano la prova

    Le abitudini alimentari dei bambini sono di primaria importanza perché è proprio in età infantile che si impostano e consolidano, contribuendo, in larga misura, al corretto sviluppo dei bimbi. Ecco perché le famiglie dovrebbero porre molta attenzione nella scelta dei cibi da portare in tavola, evitando tutta una serie di cattive abitudini che possono compromettere la salute dei figli, sul breve o lungo termine. Ma nella realtà quali sono le abitudini alimentari dei bambini in Italia e come le famiglie gestiscono la loro dieta quotidiana?

    Il recente studio Doxa/Unaitalia, “Le mamme e l’alimentazione dei loro figli”, che ha preso in esame 5 milioni di mamme con bambini tra 1 e 14 anni, ha evidenziato che le italiane sono abbastanza informate sull’alimentazione dei più piccoli tanto che il 65% ritiene di conoscere bene l’argomento e il 17% vanta addirittura conoscenze ottime. Dati confermati, a grandi linee, dalla ricerca stessa, in base alla quale si è constatato che le mamme italiane se la cavano bene con i primi piatti, riconoscendo abbinamenti salutari e nocivi, mentre fanno un po’ di confusione sui secondi, sovrastimando il consumo settimanale di formaggi e l’utilizzo dei legumi, erroneamente serviti come contorni.

    Il 90% delle mamme italiane sostiene di occuparsi in prima persona dell’acquisto e selezione dei cibi da portare in tavola quotidianamente, prediligendo la qualità e prodotti Made in Italy. Un’attenzione tuttavia contraddetta da una certa insicurezza e ansia di fondo. Difatti 4 mamme su 10 non sanno quali siano effettivamente gli alimenti migliori e a chi chiedere consiglio per l’alimentazione dei bambini a tavola, sebbene gran parte di esse utilizzi il web come risorsa di informazioni. Inoltre il 61% teme che la dieta dei figli non sia sufficientemente equilibrata, il 55% che il consumo di frutta e verdura sia scarso, sebbene esistano alcuni trucchi per convincere i bimbi a mangiarli, il 24% che il consumo di zuccheri sia eccessivo e il 13% si preoccupa dei grassi in eccesso.

    Le proteine al contrario non destano grandi timori, difatti la carne viene consumata in media 3 volte a settimana, specialmente quella di pollo poiché ritenuta magra ma nutriente, proteica ma non grassa e facilmente digeribile, come confermano gran parte dei nutrizionisti. Scelta consigliata anche dal Dott. Giuseppe Morino, Resp. UO Educazione Alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, che afferma: “La carne è un alimento dall’elevato valore nutritivo, poiché è una fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. Buona la scelta di prediligere le carni bianche, ottima fonte di proteine, con pochi grassi e di buona qualità, una elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico”.

    E sulla sicurezza di questo tipo di carne ci rassicura Lara Sanfrancesco, Direttore Unaitalia, associazione che rappresenta la maggior parte dei produttori di carni avicole: “Il pollo che consumiamo in Italia è un prodotto sano, sicuro e made in Italy: il 99% del pollo che mangiamo in Italia è nato, allevato, macellato e confezionato nel nostro Paese”.

    Tant’è vero che la carne di pollo è molto più apprezzata delle carni rosse, giudicate a rischio soprattutto dopo il recente allarme OMS, ed è proposta in tavola dal 60% delle mamme, amatissima dai più piccoli, specialmente cotolette e pollo al forno. Grandi protagonisti della dieta quotidiana anche pane e pasta, che compaiono quasi tutti i giorni nel menu dell’80-90% delle famiglie italiane. Presente in quantità forse eccessiva il formaggio, meno frequente il consumo di riso, patate, cereali, legumi e pesce.