Bambini e alcol, il primo bicchiere è a 6 anni

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    I bambini sperimentano l’alcol da giovanissimi e la maggior parte lo fa proprio in casa, su suggerimento di mamma e papà. È questo quanto dichiarato dai dati raccolti nell’indagine «Adolescenti e Alcol» realizzata dall’Osservatorio Permanente Giovani e Alcol e dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Lo studio sarà presentato in autunno in versione completa, quella di oggi è una piccola anteprima, che non fa presumere nulla di buono. Il campione rappresentativo è stato di circa 2 mila ragazzi di terza media.

    Il primo bicchiere di vino dei bambini

    Il 59 percento dei bambini confessa di aver assaggiato il vino con mamma e papà, mentre il 14 percento lo ha fatto con l’aiuto di alcuni parenti. Solo l’8,3 percento dichiara di aver sperimentato da solo. Ma quando i bambini si avvicinano all’alcol? Di solito è grazie a un’occasione speciale: una festa o una ricorrenza. Sono quasi la metà i piccoli, invece, che hanno consumato la prima volta durante i pasti in famiglia. In tutto questo non c’è nulla di strano e probabilmente è il ritratto di quasi tutte le famiglie tradizionali italiane. Ma quest’ assaggio ai bambini è piaciuto? Al 25 percento sì, mentre il 24 percento ha trovato il sapore troppo forte. Enrico Tempesta, Presidente del laboratorio scientifico dell’Osservatorio Giovani e Alcol, ha dichiarato: “Che in Italia il primo contatto con le bevande alcoliche resti per la grande maggioranza dei ragazzi mediato da occasioni familiari e dalla compresenza delle figure genitoriali è un tratto noto e caratterizzante della nostra cultura; gesto in ultima analisi radicato in un costume sociale di bere controllato e, nella maggior parte dei casi, responsabile”.

    L’età del primo contatto

    Sicuramente il dato più interessante è quello che riguarda l’età. Il 29,5 percento dichiara di aver bevuto per la prima volta tra i 6 e i 10 anni e l’8,2 a meno di 6 anni. È un inizio decisamente precoce, che potrebbe esporre il bambino a rischi nuovi e gravi. C’è una differenza territoriale interessante: i bambini sono esposti prima all’alcol rispetto al resto d’Italia nel Nord-Est. È abbastanza noto che la zona del Veneto e del Friuli Venezia Giulia sia caratterizzata da una cultura dell’alcol molto sviluppata e sentita. Bere in giovane età può anche voler dire sviluppare il piacere dell’alcol molto presto. I ragazzi amano molto i ready to drink (bibite con basso dosaggio alcolico): il 59 percento degli adolescenti li consuma con frequenza. Gli esperti considerano queste bevande come una sorta di Cavallo di Troia che può condurre al consumo di superalcolici. Cosa possiamo dedurre da questo studio? Vietare l’alcol totalmente ai bambini non è saggio, ma è necessario moderare l’esposizione e fare in modo che non avvenga troppo presto.