Bambini che non vogliono andare a scuola: che fare?

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    Bambini che non vogliono andare a scuola, che fare? Un problema più frequente di quanto si pensi. Sì perché per tantissimi motivi diversi, che vanno da una lite con il compagno di banco e un brutto voto fino alla paura per una verifica imminente, molti genitori si sentono spesso dire dai figli, anche da quelli piccoli: “Mamma oggi proprio non voglio andare a scuola, ho il mal di pancia e anche la testa mi fa male”. Ecco qualche consiglio utile per affrontare questa piccola grande emergenza scolastica.

    Un po’ di attenzione

    Se è vero che la voglia di saltare la scuola una volta ogni tanto può venire a ogni bambino, è altrettanto vero che quando l’invenzione di malattie immaginarie e i capricci diventano una costante, vale la pena non sottovalutare le richieste del bambino. Non semplicemente assecondandolo, certo, ma nemmeno ignorando il problema. Perché quando l’insofferenza verso la scuola diventa un’abitudine, che sfocia anche in scarso rendimento e lamentele infinite ogni mattina, potrebbe nascondere un malessere più profondo, una vera e propria paura della scuola.

    La scuola dell’infanzia

    La scarsa voglia di andare a scuola può colpire anche i bambini piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia. La loro prima vera scuola, che potrebbe essere una prima volta difficile da affrontare. In particolare, le difficoltà maggiori potrebbero esserci per i bambini poco abituati a stare in mezzo agli altri, quelli più dipendenti dalla mamma e che vivono con maggiore difficoltà e ansia proprio il distacco dalla figura materna. E’ la paura del nuovo, che unita a quella della separazione, può rendere questa nuova esperienza traumatica.

    In questi casi c’è solo una parola d’ordine per i genitori: pazienza. Devono ascoltare il bambino, essere dolci e comprensivi, ma non troppo. Fondamentale non lasciar trasparire la propria tristezza o le proprie ansie, ma sottolineare al piccolo tutti gli aspetti positivi di questa nuova esperienza, mostrarsi decisi e non cedere anche ai capricci più disperati. Il tutto, magari optando per un inserimento graduale.

    La scuola elementare

    Il piccolo cresce compie sei anni e la scuola di turno ora è quella elementare. Se prima il protagonista delle giornate era il gioco ora si passa a libri, quaderni e compiti. E non tutti i bambini accettano il cambiamento senza contraccolpi, anzi. Il primo ingresso in questa nuova scuola può essere complicato, perché carico di novità, impegni e responsabilità nuove, come i compiti. Si passa, nell’arco di una sola estate, dal divertimento all’apprendimento vero e proprio. L’attenzione e l’impegno richiesto aumentano, così come le regole da rispettare.

    In questo caso, i genitori devono tenere duro le prime settimane e i primi mesi. È importante non scendere a compromessi con i pianti dei figli e non concedere troppo spazio, quando non vogliono andare a scuola. Questo è un buon modo per insegnare al bambino che se si prende un impegno è necessario portarlo a termine. Solo se è veramente malato, si concede una giornata di vacanza sotto le coperte, ma se sono solo capricci o se ha sonno, perché non ha dormito abbastanza, bisogna mandarlo con il rischio che si addormenti a scuola.