Bambini aggressivi, come gestirli ed educarli

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    Bambini aggressivi

    Bambini troppo aggressivi e violenti, pronti a menar le mani sia contro i coetanei che contro gli adulti, quante volte ci capita di vederli in azione? Sarebbe bello poter dire che sono sempre “i figli degli altri”, ma qualche volta quegli “altri”… siamo proprio noi. Perché un bambino in età pediatrica, amato e seguito dai suoi genitori, dovrebbe manifestare tanta aggressività e aver voglia di picchiare sempre qualcuno? Parliamo di morsi, schiaffi, calci, pugni e chi più ne ha, più ne metta. E non si tratta certo solo dei maschietti, anche le bambine manifestano spesso e volentieri un’indole manesca, suscitando l’apprensione e lo sconcerto di mamme, papà, parenti e insegnanti. Come ci si deve comportare per gestire un bimbo tendenzialmente aggressivo, e soprattutto quali sono le vie giuste per educarlo?

    Bambini aggressivi, a volte è solo una fase

    In genere le mamme e i papà di bimbi violenti seguono due vie: “lasciano fare”, supponendo che questa carica di violenza si evolva spontaneamente verso un comportamento più civile. Oppure, viceversa, si preoccupano talmente da cercare di “comprimere” l’esuberanza del proprio figlio con punizioni, divieti e scappellotti, che sortiscono, spesso, l’effetto opposto. Intanto, premettiamo che si tratta di una fase piuttosto normale. Fino ai 3 anni d’età, infatti, il bimbo non padroneggia a sufficienza il “codice lingua”, ha difficoltà ad esprimere il suo pensiero, i suoi bisogni, ma vuole a tutti i costi imporre la sua volontà, così utilizza gli strumenti che possiede: le sue mani, i suoi piedi e la sua voce per gridare e piangere. Si tratta di un momenti di crescita, perciò non vi spaventate. Vero è che, comunque, il bimbo che manifestasse troppo e troppo spesso la sua aggressività, soprattutto qualora fosse rivolta verso i compagnetti, andrebbe seguito con più attenzione. Vediamo come agire di volta in volta.

    Bambini aggressivi, come comportarsi?

    Innanzi tutto, se vi trovate davanti ad una bella zuffa in cui vostro figlio è protagonista, dividete i bambini. Capite qual è l’origine della contesa (la spartizione di un giocattolo, per esempio) e restituite l’oggetto in questione al legittimo proprietario, o riponetelo da un’altra parte, portando il bambino in un ambiente più tranquillo, in modo che si calmi. In generale, dai 3-4 anni, potete cominciare a parlargli in modo più adulto, facendogli capire che usare la violenza per imporsi sugli altri non è corretto, non va bene, e che è molto meglio se il piccolo, quando è arrabbiato impari ad esprimere a parole il suo risentimento, spiegando le sue ragioni. Siate sempre calmi quando vi rivolgete a lui, se vedete che si “fissa” su qualcosa che gli scatena le crisi di rabbia, convogliate la sua attenzione su altro.

    Bambini aggressivi, lo sport aiuta

    E’ importante che un bambino così pieno di energia nervosa abbia modo di sfogarsi liberamente e in modo creativo, con giochi “fisici” e liberatori, che lo facciano stancare ma che lo esaltino. Anche la classica guerra dei cuscini è sempre valida! Iscrivetelo ad un corso di sport bello intenso, così che si scarichi per bene, meglio se all’aria aperta come il calcio.

    Bambini aggressivi, l’importanza del buon esempio

    Dal punto di vista educativo, è importante insegnare al bambino troppo manesco che il rispetto per l’altro è la cosa più importante, e per fare questo voi per primi dovete dare il buon esempio, e i piccoli vi prenderanno a modello, imitandovi, qualunque sia la vostra attitudine. Perciò, se siete aggressivi voi, lo sarà anche lui. Dopo i 5 anni, di norma, l’impulso violento va scemando. Se così non dovesse essere, potreste rivolgervi ad un esperto nell’educazione della prima infanzia, l’essenziale è comunque stare sempre molto attenti ed evitare l’atteggiamento di chi se ne lava le mani dicendo “sono solo bambini… “!