Bambini a tavola: consigli per mamma e papà

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    Buone maniere a tavola

    Bambini a tavola, una semplice abitudine che prima di diventare vera e propria routine famigliare rischia di passare una fase da incubo. Partendo dal presupposto che non esiste una formula magica, la soluzione vincente che va bene per tutti e accontenta tutti, adulti e bambini, ecco alcuni consigli utili per mamma e papà per gestire i pasti con i piccoli a tavola nel modo migliore possibile.

    Innanzitutto, meglio non aspettare troppo a far sedere anche il bimbo tra i “grandi” di casa. L’ideale sarebbe cominciare, gradualmente, armandosi di tanta pazienza e dimenticandosi per qualche settimana i pasti tranquilli e sereni, già dai primi mesi di vita, tra il quinto e il sesto mese circa, quando comincia lo svezzamento.

    Tutto comincia con il seggiolone. Nella prima fase della sua esperienza a tavola con mamma e papà, meglio far sedere il bimbo su un seggiolone, studiato e omologato su misura per la sua età, provvisto di vassoio. Dopo il primo anno di età, invece, si può cominciare a provare con seggiolini direttamente a tavola o con le sedie vere e proprie. Il consiglio è di cominciare eliminando il vassoio personalizzato e avvicinando il seggiolone alla tavola, per poi passare gradualmente alla sedia, inizialmente con l’aiuto di un cuscino sulla seduta, per permettere al bimbo di guadagnare qualche centimetro prezioso per raggiungere il tavolo.

    Se nei primi mesi, sono mamma e papà a imboccare il bimbo, poi, quando si introducono nella sua alimentazione i primi pezzi di cibo solido durante i pasti è meglio lasciarlo sperimentare, concedendogli un po’ di autonomia e di libertà di azione. Dalle prime sperimentazioni con le mani, fino all’utilizzo, opportunamente guidato, delle posate in completa autonomia.

    Piccoli grandi passi verso l’indipendenza a tavola che comprendono anche una certa capacità di distinguere sapori e gusti. Capacità che comincia a far esprimere, a parole o con i fatti, al piccolo le sue prime preferenze. Ma meglio non cedere ai ricatti, mai. In uno dei momenti più critici, solitamente tra i 2 e i 4 anni, quando le preferenze per un alimento piuttosto che per un altro cominciano a farsi sentire sotto forma di capricci, meglio resistere alle insistenze del piccolo, non cedendo ai ricatti. Accontentarlo con alimenti più gustosi, troppo zuccherati o salati seda momentaneamente il capriccio ma è una mossa sbagliata che rischia di influire negativamente sulla costruzione di un corretto stile alimentare. Da concedere, piuttosto, piccole gratificazioni in occasione degli spuntini, mascherando cibi sani da alimenti più divertenti e gustosi, preparando frullati e composizioni di frutta fresca, per esempio.