Balbuzie nei bambini: cause e quando intervenire

da , il

    Balbuzie nei bambini

    La balbuzie nei bambini è un’eventualità più frequente e meno preoccupante di quanto si creda. In particolare, si tratta di un fenomeno normale tra i 12 mesi e i tre anni di età del piccolo: in questa fase di crescita, di scoperta e sviluppo, è possibile che la balbuzie infantile rappresenti una tappa nel percorso di acquisizione del linguaggio del bimbo. In altri casi, invece, per colpa di cause più o meno specifiche, complici i fattori di rischio o quelli predisponenti, se la balbuzie persiste, meglio intervenire, rivolgendosi a uno specialista. Ecco qualche informazione utile.

    Quando la balbuzie è normale

    La balbuzie infantile è un fenomeno normale e frequente, che se colpisce il bambino nei primi anni di vita, tra i 12 mesi e i tre anni, non deve destare troppe preoccupazioni. In quattro casi su cinque la tendenza a spezzettare le parole e a prolungare le sillabe in modo anomalo è solo un’alterazione temporanea del normale fluire delle parole, caratterizzato da pause ed esitazioni anomale, destinato a risolversi nell’arco, massimo di cinque anni.

    Da ricordare che non è da escludere che la balbuzie infantile, dopo essere regredita entro i cinque anni, si ripresenti durante l’adolescenza.

    Le cause

    Cause, ma soprattutto fattori predisponenti e di rischio, la balbuzie, oltre a essere un problema più frequente nei maschi, può essere legata all’ereditarietà, a un difetto genetico, e favorita da un evento traumatico. Infatti, la balbuzie del piccolo può non essere un problema fine a se stesso, ma, al contrario, nascondere problematiche ben più profonde. Le difficoltà di linguaggio potrebbero essere solo i sintomi più evidenti di un disagio psicologico, spesso legato a carenze affettive o difficoltà socio-relazionali.

    Quando intervenire

    Se la balbuzie da infantile, cioè circoscritta alla prima fase del linguaggio del piccolo, diventa conclamata e non si risolve spontaneamente entro i primi anni di vita del bambino, va classificata, interpretata e trattata come un disturbo del linguaggio vero e proprio.

    Allo scopo, per diagnosticare e trattare nel modo giusto questo problema, sono due le figure professionali da coinvolgere, il logopedista e lo psicologo, che, con la partecipazione attiva dei genitori, cercano l’origine del possibile disagio e la soluzione più adatta al caso specifico. Si cerca di indagare sulle cause del disturbo del linguaggio, per risolverlo all’origine e, parallelamente, di aiutare il bambino a migliorare la fluidità delle sue parole a riappropriarsi della sua capacità di comunicare con esercizi specifici.

    Dolcetto o scherzetto?