Asilo nido e scuola dell’infanzia: nuovi fondi e nuovi servizi

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    Nuove regole per l'asilo

    Asilo nido e scuola dell’infanzia, presto potrebbero entrare in vigore nuove regole. Sempre che il ddl 1260, attualmente in fase di discussione nella commissione Istruzione Pubblica al Senato, diventi una legge vera e propria. Novità interessanti, che potrebbero migliorare la situazione del primo livello di istruzione per i piccoli italiani. Che si tratti della carenza di asili nido, dei costi proibitivi o della difficoltà di accesso alle strutture, le nuove norme dovrebbero, se tutto va come previsto, sia fare chiarezza sia garantire nuovi fondi e nuovi servizi.

    Nuove garanzie

    Secondo il nuovo provvedimento lo Stato deve garantire il raggiungimento di determinati livelli essenziali. Basti pensare, che attualmente solo il 18% dei bambini di età inferiore ai tre anni ha un posto presso un asilo nIdo pubblico, percentuale distante dal 33 per cento fissato come obbligo in materia dalla Commissione Europea.

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    I servizi educativi per l’infanzia destinati ai piccoli fino a tre anni di età, cioè gli asili nido, dovrebbero raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione in tutti i territori e dovrebbero essere presenti in almeno il 75 per cento dei territori comunali entro l’anno 2020. La frequenza della scuola dell’infanzia dovrebbe essere generalizzata, sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi, a tutte le bambine e a tutti i bambini dai tre ai sei anni. Che si tratti di asilo nido o di scuola per l’infanzia, il personale educativo deve avere una preparazione universitaria. Le strutture educative per i bambini dovrebbero essere facilmente raggiungibili, a piedi, con i mezzi pubblici oppure con soluzioni di trasporto appositamente predisposte.

    Nuovi sostegni economici

    Un aiuto concreto, in termini economici, è previsto dalle nuove norme, secondo cui “la partecipazione economica delle famiglie utenti alle spese di funzionamento dei servizi non può essere superiore al 20% del rispettivo costo medio rilevato a livello regionale”.

    Per sostenere i genitori lavoratori, inoltre, le aziende, sia pubbliche sia private che non offrano già un servizio di asilo nido interno, “quale forma di welfare aziendale, possono erogare alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno figli in età compresa fra i tre mesi e i tre anni un buono denominato «Ticket nido» spendibile nel sistema dei nidi accreditati o a gestione diretta comunale”. Ogni buono non può avere valore superiore ai 150 euro.

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