Apnee notturne nei bambini: come riconoscerle e cosa fare

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    La salute dei bambini può essere messa a dura prova dalle apnee notturne. Secondo l’allarme lanciato da Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno, il 2 percento dei piccoli è vittima di apnea e rischia gravi complicanze. Spesso tendiamo a banalizzare alcuni disturbi e si fa fatica a focalizzare sul fatto che possano contribuire all’insorgere di alcune patologie davvero preoccupanti. Non a caso l’esperto ha dichiarato quanto sia importante “sensibilizzare le famiglie, i pediatri e i medici scolastici affinché intervengano per tempo nell’individuare i piccoli pazienti affetti da questo problema”. Ecco allora come riconoscerle e cosa fare.

    I rischi delle apnee notturne

    I principali rischi sono ipertensione arteriosa, alterazioni metaboliche, riflessi sullo sviluppo e riduzione delle capacità riflessive e del quoziente intellettivo. Di apnea soffrono anche gli adulti, tra l’altro con un’incidenza praticamente doppia (il 4 percento), ma questo disturbo è decisamente più grave in età pediatrica. Con il termine apnea s’identifica l’interruzione momentanea e ricorrente della normale ventilazione e può causare anche deficit cognitivi.

    Come riconoscerle

    Un bambino con disturbi del sonno, e di conseguenza è molto irritabile, è un piccolo che potrebbe avere le apnee notturne. Inoltre, il 5% dei piccoli in età prescolare, con questo problema, già russa. Verificate quindi se il bambino russa perchè ha una posizione sbagliata assunta nel sonno, per il raffreddore o se si tratta invece di qualcosa di più. Se, ad esempio, il disturbo è frequente e il bimbo presenta anche delle momentanee interruzioni del respiro, le apnee appunto, è il caso di riferirlo al suo pediatra. Solitamente si tratta di apnee ostruttive, in cui il respiro rallenta o si interrompe in seguito al collasso o all’ostruzione delle vie respiratorie. Questo tipo di apnea può colpire soprattutto i bambini che hanno le tonsille ingrossate.

    Cause

    L’apnea è dovuta, nella maggior parte dei casi, a una ipertrofia adeno–tonsillare, nei bambini con un’età compresa tra 1 e 5 anni. Possono esserci anche altre cause, ma sono meno frequenti. Troviamo, infatti, anche patologie neuromuscolari, obesità e alterazioni anatomiche cranio-facciali. È importante fare comunque una diagnosi tempestiva.

    Cosa fare

    Segnalate sempre i problemi legati al sonno al vostro medico di fiducia o al medico del bambino, il pediatra. State sempre molto attenti che abbia una respirazione rumorosa o che faccia fatica ad addormentarsi. Ricordiamo poi, che oltre ai rischi che abbiamo elencato prima, un bambino che non riesce a dormire bene è un piccolo che di giorno è spesso iperattivo, ha problemi comportamentali, potrebbe avere un rendimento scolastico basso e fare fatica a mantenere l’attenzione.

    Ma c’è di più. I bambini colpiti da apnee notturne possono sviluppare stati d’ansia, svogliatezza e sonnolenza. Insomma, tutti fattori che è bene non trascurare. Nel caso che abbiate il sospetto di apnea, richiedete una diagnosi nei centri specializzati di medicina del sonno per la prevenzione delle apnee notturne. Questa è sicuramente la strada più sicura.

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