Amniocentesi, quali sono i rischi?

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amniocentesi come funziona

Tante donne sono spaventate dall’amniocentesi, perché è risaluto essere un esame abbastanza pericoloso e sappiamo che fa pure male. Eccolo allora che qui riportiamo i rischi esaminati da uno studio (non recentissimo) eseguito in Danimarca su 4606 donne a basso rischio (<35 anni).

Occorre considerare che attualmente le tecniche a disposizione sono migliorate (guida ecografica continua, utilizzo di aghi più sottili) di conseguenza ogni anno l’amniocentesi diventa sempre meno invasiva e pericolosa. La possibilità di morte fetale associato alla amniocentesi è però ancora controverso e la procedura non è completamente innocua, infatti può comportare fino a 1% di perdite fetali. Può accadere:

La perdita di liquido amniotico dopo amniocentesi del secondo trimestre avviene in 0.8-2% dei casi, con un rischio aggiuntivo di 1% rispetto alle gravide non sottoposte ad esame.

Le infezioni post-amniocentesi (0.5-1.5 ogni 1000 esami effettuati) avvengono per lo più a causa di contaminazione da parte della flora cutanea o intestinale.

L’amniocentesi può comportare un rischio di immunizzazione rhesus, vista la possibilità di emorragie transplacentari (2-3% dei casi). Mentre la possibilità che l’amniocentesi comporti un aumento dell’incidenza di anomalie congenite continua ad essere oggetto di studio. Valutiamo bene quindi i rischi e la reale necessità.

Fonte | MioBambino

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Sab 24/10/2009 da Valentina Morosini

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