Allergie alimentari, sono i bambini a rischiare di più

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    Le allergie alimentari sono un vero pericolo per la salute e i bambini ne sono maggiormente a rischio. In Europa, le persone che soffrono di questo disturbo sono 17 milioni, di cui circa 3,5 milioni hanno meno di 25 anni. A fornire questi dati è la Eaaci, l’Accademia europea di allergia e immunologia clinica, che mette in allarme soprattutto sui rischi che corrono i bambini: alcune reazioni allergiche per i piccoli sono aumentate di sette volte in soli 10 anni. La situazione è davvero preoccupante, se si tiene conto che la scuola, tra l’altro, è il posto dove si manifestano maggiormente le allergie per la prima volta (33 percento dei casi).

    Come mai la scuola risulta essere pericolosa? La risposta è abbastanza semplice. Proprio qui i bambini spesso sperimentano nuovi cibi, magari in mensa o scambiandosi la merenda con i compagni. Gli insegnanti spesso non sono preparati a far fronte a situazioni di questo genere: non hanno le basi del primo soccorso e al tempo stesso non sono in grado di vigilare su tutti i bambini con attenzione. Nella maggior parte delle scuole, manca l’organico. Per questo motivo, l’Eaaci ha deciso di lanciare una campagna d’informazione e prevenzione contro le allergie alimentari.

    L’obiettivo di questo strumento è quello di aiutare le persone a riconoscere i sintomi e soprattutto di insegnare le tecniche di primo soccorso, come l’uso corretto della penna adrenalinica, che in caso di choc anafilattico può anche salvare la vita ai bambini, ma anche agli adulti. Inoltre, la campagna dovrebbe anche indicare quali sono i fattori di rischio e i cibi più “letali”. Ricordiamo che educare le famiglie e i professori, è anche un modo per evitare di crescere bambini con problemi di socializzazione.

    Sono tanti i cibi che causano allergie, soprattutto nei bambini. Tra i più diffusi ci sono le uova, il latte di mucca, le noccioline. Secondo uno studio il 50 percento delle reazioni allergiche in Gran Bretagna è scatenato proprio da noci, nocciole e arachidi, mentre nell’Europa del Nord a farla da padrona sono i crostacei e il merluzzo. Cezmi Akdis, presidente Eaaci, ha dichiarato: “Il primo elemento di questa campagna è il lancio degli ‘Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola’, che stabiliscono i requisiti di base per la sicurezza. Crediamo di riuscire a formulare gli standard, e la loro versione del documento rivolta ai pazienti, entro i prossimi mesi”.

    La Eaaci sta poi lavorando anche su un altro fronte importante, ovvero le etichette. È molto importante, infatti, che le indicazioni sulle confezioni siano scritte in maniera più chiara e trasparente. Solo così, i genitori e i piccoli potranno difendersi dalle allergie.